Nello zoo di Adelaide, davanti agli occhi dei dipendenti, è comparsa una covata di un verde brillante, quasi fluorescente: la prima dopo 34 anni. Una femmina di casuario meridionale di dieci anni di nome Martina ha deposto le uova dopo un incontro accuratamente pianificato con il maschio tredicenne Jeffrey. Questo evento è stata una vittoria inattesa in una lunga storia di tentativi di riproduzione di uccelli rari in cattività.
I casuari meridionali sono uccelli grandi, solitari e talvolta aggressivi, che vivono nelle foreste pluviali dell'Australia e della Nuova Guinea. In natura ne restano circa quattromilacinquecento esemplari, e la minaccia principale è la perdita dell'habitat a causa della deforestazione, delle strade e degli attacchi dei cani. Negli zoo la riproduzione di questi uccelli è particolarmente difficile: maschi e femmine di solito stanno separati e mostrano tolleranza reciproca solo durante la stagione riproduttiva. I dipendenti dello zoo hanno osservato per mesi il comportamento della coppia — ascoltando i loro bassi richiami «boom», guardandoli mangiare vicini alla rete — prima di farli incontrare in agosto.
L'incontro è andato bene: Jeffrey si è avvicinato dapprima con cautela, poi ha iniziato a pulire le piume di Martina, e lo stesso giorno si sono accoppiati. Da allora gli accoppiamenti si sono ripetuti. Ora Martina può deporre altre due o tre uova: la dimensione normale della covata va da tre a cinque. Il colore verde del guscio, causato dal pigmento biliverdina, serve da mimetismo naturale tra il fogliame della foresta tropicale. Nello zoo le uova si trovano nella parte più anteriore del recinto, perciò i guardiani hanno aggiunto un tessuto supplementare per la privacy.
L'incubazione toccherà al maschio: secondo la tradizione della specie, è proprio lui a covare le uova per circa cinquanta giorni e poi ad allevare i pulcini. Per ora non si sa se le uova siano fecondate, e non si può garantire la nascita dei pulcini. L'ultima covata riuscita ad Adelaide è stata nel 1992, e il primo pulcino è nato addirittura nel 1968. Per il programma di riproduzione gestito dall'associazione degli zoo dell'Australasia, ogni covata di questo tipo è un passo importante verso la conservazione della diversità genetica.
I casuari svolgono un ruolo chiave nell'ecosistema: diffondono i semi di centinaia di specie vegetali, fertilizzando il suolo con i loro escrementi. La loro scomparsa dalle foreste significherebbe perdere non solo un uccello maestoso, ma anche un intero meccanismo di rinnovamento della biodiversità tropicale. I programmi degli zoo non sostituiranno la natura selvaggia, ma offrono una possibilità di sopravvivenza alla specie mentre continua la lotta per la conservazione degli habitat.
Il successo di Martina e Jeffrey mostra quanto debba essere delicato e paziente il lavoro con animali solitari ed esigenti: il momento giusto, un'osservazione attenta e la disponibilità a lasciare spazio agli uccelli.

