Per quasi mezzo secolo gli scienziati si sono scervellati sul perché nella Foresta Atlantica brasiliana le rane avessero improvvisamente iniziato a scomparire. Dagli anni 1970 nell'area della stazione biologica di Boraceia si registrava un brusco calo delle popolazioni, ma la causa restava un mistero.
Ora, grazie all'analisi di esemplari museali raccolti già negli anni 1970–1980, il quadro si è chiarito. I ricercatori dello Smithsonian Institution e dell'Università della Pennsylvania hanno scoperto che nei campioni precedenti al 1979 non c'erano tracce di infezione, mentre nelle collezioni degli anni 1980 il fungo Batrachochytrium dendrobatidis era presente in più della metà degli individui.
Questo fungo chitridio, che causa la chitridiomicosi, sembra essere penetrato nella regione proprio in quel periodo e si è diffuso rapidamente tra gli anfibi privi di immunità. Le specie che hanno subito i danni maggiori probabilmente morivano così in fretta che gli esemplari infetti semplicemente non finivano nelle raccolte, mentre le rane più resistenti portavano l'infezione senza morie di massa.
Le indagini moderne degli anni 2022–2024 hanno mostrato un quadro incoraggiante: delle 17 specie presenti nelle vecchie collezioni, 12 si incontrano di nuovo alla stazione. La maggior parte delle popolazioni si è ripresa, sebbene il fungo circoli ancora. A quanto pare, nel corso dei decenni le specie sopravvissute hanno sviluppato una maggiore tolleranza al patogeno.
Le collezioni museali hanno ancora una volta dimostrato il loro valore: ciò che per decenni è rimasto custodito nei depositi ha permesso di ricostruire un'epizoozia di cui, nel momento del suo culmine, nessuno sapeva nulla. Questi «casi irrisolti» dell'ecologia aiutano a capire meglio come nascono e si diffondono le nuove minacce per la biodiversità.
Lo studio sottolinea un'importante distinzione: la presenza di un patogeno non significa sempre catastrofe, se le specie riescono ad adattarsi in tempo. Ciò dà speranza che, anche dopo gravi perdite, la natura possa riprendersi, se si conservano la diversità genetica e le condizioni adeguate.
Le collezioni museali aiutano a svelare i misteri delle epidemie passate e a prepararsi alle future minacce per gli anfibi.
