A gennaio dell'anno 2026 l'Accademia delle Scienze della California ha annunciato la descrizione di 72 nuove specie di animali, piante e funghi per l'anno 2025. Tra queste figurano un uccello, sei gechi, undici nudibranchi e molti altri organismi, rinvenuti in sei continenti e in tre oceani. Queste scoperte avvengono sullo sfondo di una perdita di biodiversità in accelerazione, causata dai cambiamenti climatici e dalle attività umane.
Un'attenzione particolare ha suscitato l'airone lavico delle Galápagos (Butorides sundevalli). A lungo è stato considerato una sottospecie dell'airone striato sudamericano, ma l'analisi genetica e le misurazioni del becco hanno dimostrato che si tratta di una specie a sé stante, più strettamente imparentata con gli aironi nordamericani. L'uccello è comune nell'arcipelago, ma la sua storia evolutiva è rimasta un enigma per oltre un secolo. Ora è chiaro che anche nei luoghi ben studiati l'evoluzione continua a operare.
Non meno notevoli sono le scoperte nel crepuscolo marino. L'ittiologo Luís Rocha ha descritto un nuovo pesciolino, Plectranthias raki, delle Maldive, e l'invertebrologo Terry Gosliner ha aggiunto undici nudibranchi, tra cui specie con nomi indo-pacifici e californiani nelle lingue dei popoli indigeni. Queste scoperte sono state fatte a profondità di 100–500 metri, dove i rifiuti di plastica si trovano già accanto a organismi sconosciuti.
Tra le scoperte terrestri spicca il diavolo lanoso (Ovicula biradiata) — un nuovo genere e una nuova specie della famiglia delle composite, individuato nel parco nazionale di Big Bend in Texas. La pianta compare solo dopo la pioggia su suoli rocciosi ed è stata identificata grazie ai dati della citizen science. Simili piante che crescono rasoterra dimostrano che anche le aree protette nascondono sorprese.
Un ruolo importante hanno avuto le collezioni museali. Una delle nuove specie di pesci cardinale è rimasta nei depositi per quasi trent'anni dopo la spedizione del 1997 al largo delle coste di Cuba. Tali archivi permettono di tornare ai vecchi esemplari quando emergono nuovi metodi e nuove conoscenze.
Ogni descrizione aggiunge un tassello al quadro del funzionamento degli ecosistemi e della loro resistenza alle pressioni. Le collezioni, la genetica e la cooperazione internazionale trasformano singole scoperte in uno strumento per la conservazione e il ripristino della natura.
Descrivendo nuove specie, gli scienziati documentano al tempo stesso ciò che è ancora possibile proteggere.
