Nella storia della Britannia dell'età del ferro, il nome di Verka fu a lungo considerato maschile, e il sovrano stesso — un re che avrebbe convinto l'imperatore Claudio a dare inizio all'invasione nel 43 d.C. Nuove ricerche dell'archeologo Miles Russell dell'Università di Bournemouth ribaltano questa concezione: Verka, a quanto pare, era una donna, e il suo ruolo negli eventi appare ancora più significativo.
Verka governava la tribù degli Atrebati, le cui terre comprendevano l'attuale Hampshire e il West Sussex. Intorno al 40 d.C. perse il potere dopo una rivolta e fuggì a Roma dall'imperatore Claudio. Lo storico romano Cassio Dione scrisse che fu proprio l'appello di Verka a fornire il pretesto per l'invasione. Per lungo tempo gli storici del XIX secolo le attribuirono automaticamente il sesso maschile, basandosi sulle proprie concezioni patriarcali anziché sui fatti.
Il primo indizio è nel nome stesso. Nella Britannia dell'età del ferro i nomi femminili terminavano spesso in «a», come quello di Cartimandua dei Briganti o di Boudicca degli Iceni. Quelli maschili, al contrario, in «us» o «os». Verka si inserisce perfettamente nella serie femminile. Russell osserva che tutte e tre le donne vissero all'incirca nello stesso periodo, ma Verka, secondo la sua valutazione, possedeva maggiore potere e influenza.
Le monete di Verka forniscono prove ancora più convincenti. Vi è raffigurata una figura femminile snella e nuda a cavallo con una lancia — a differenza dei guerrieri muscolosi sulle monete dei sovrani maschi vicini. Anche il titolo «rex» sulle monete non indica il sesso: Roma lo usava per alleati di entrambi i sessi, compresa Cleopatra. L'iscrizione «COM F» poteva significare non solo «figlio di Commio», ma anche «figlia di Commio».
Russell sottolinea che Verka non si limitò a chiedere aiuto — fornì ai Romani informazioni tattiche e sostegno sul posto. Per Claudio, che i contemporanei consideravano un sovrano debole, questo divenne un comodo pretesto per dimostrare la propria forza militare. Senza il suo esilio e il suo appello a Roma, l'invasione potrebbe non essersi verificata.
La scoperta si inserisce in un quadro più ampio: l'anno scorso lo stesso team trovò indizi di elementi matriarcali nella società della Britannia dell'età del ferro, dove i mariti si trasferivano nelle comunità delle mogli. La storia di Verka mostra quanto profondamente i pregiudizi di genere abbiano distorto la nostra comprensione del passato.
Verka rimane una delle figure più influenti della tarda età del ferro, il cui ruolo è ancora sottovalutato. La sua storia ricorda che le decisioni chiave della storia furono spesso prese da coloro che la storiografia tradizionale tendeva semplicemente a ignorare.

