In Antartide la neve bianca comincia improvvisamente a diventare verde presso le colonie di pinguini — e si scioglie molto più in fretta. Un nuovo studio rivela un legame inatteso tra il guano degli uccelli e la velocità con cui scompare il manto nevoso nella Penisola Antartica.
Gli scienziati dell'Università del Colorado a Boulder hanno analizzato 111 campioni di neve provenienti da nove aree della costa occidentale. Nei luoghi dove nidificano i pinguini nelle vicinanze, la concentrazione di fosfati nella neve verde è risultata dieci volte superiore rispetto a quella rossa o pulita. Il guano degli uccelli funge da fertilizzante naturale, fornendo i nutrienti necessari alle alghe microscopiche.
Quando le alghe ricevono abbastanza fosfati, si moltiplicano attivamente e arricchiscono le cellule di clorofilla. La neve verde assorbe circa il 40 per cento in più di energia solare rispetto a quella bianca, e quella rossa il 20 per cento in più. Il calore aggiuntivo accelera lo scioglimento, e il riscaldamento, a sua volta, amplia gli areali delle alghe.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Biogeosciences, mostra che questo processo crea un ciclo di retroazione. I pinguini trasportano i nutrienti dal mare alla terraferma, intensificando l'oscuramento locale della superficie. Tuttavia gli autori sottolineano che gli uccelli non fanno che amplificare l'effetto causato dal riscaldamento climatico generale.
Nei modelli climatici finora si tiene raramente conto dell'influenza degli animali selvatici sull'albedo della neve. Nel frattempo, il legame tra la catena alimentare marina e l'ecologia del manto nevoso potrebbe rivelarsi un importante anello mancante per le previsioni sull'espansione delle aree libere dai ghiacci.
Comprendere questi meccanismi naturali aiuta a valutare con maggiore precisione la rapidità con cui l'Antartide cambia sotto l'influsso dei mutamenti globali.
