A settembre dell'anno 2026 la guida Michelin della Spagna si è arricchita di venti nuovi locali, individuati dagli ispettori nel corso dell'anno. Tra questi c'è Chambacú a Barcellona, dove lo chef colombiano Santiago Sánchez propone una cucina del meticciato latinoamericano: radici delle culture precolombiane, eredità coloniale e influenze africane si intrecciano in un unico menu.
Da Chambacú il ceviche di capesante viene preparato in modo particolare: il mollusco viene tenuto sotto sale, si aggiunge una spuma di «latte di tigre» con cipolla rossa, achiote giallo essiccato e chalaquita tritata. Il piatto è completato dal corallo della capasanta per la croccantezza, da petali di calendula e da fiori di aglio bianco. I tre spazi del ristorante — El Patio, Candela e Memoria — permettono agli ospiti di vivere le diverse sfumature di questa mescolanza di sapori e di storie.
A Torrent (Valencia) Farigola & Menta, sotto la guida dello chef David Joaquín, diplomato alla Basque Culinary Center, si è trasformata da modesta bodega in un progetto d'autore. Qui si serve una torrija salata Bloody Mary con emulsione all i pebre, anguilla affumicata e uova di trota — un piatto in cui sapori mediterranei familiari si presentano sotto una luce inaspettata.
A Formentera Ramón Freixa ha aperto Sol Post, dove le tecniche moderne si combinano con i prodotti dell'isola. Nel menu degustazione «Terres Margantes» ci sono espardenyes con riso e socarrat, croccanti e rosolate fino all'eleganza. A Pamplona Koku, gestito da una coppia della provincia cinese dello Zhejiang, unisce il sushi giapponese ai prodotti navarresi in un menu fusion di undici portate.
Gli aggiornamenti mensili permettono alla guida di registrare le scoperte degli ispettori senza attendere la cerimonia annuale. Nessuno dei nuovi locali ha ancora ricevuto una stella o un Bib Gourmand — queste decisioni saranno annunciate più avanti. Nella provincia di Alicante a settembre non sono comparse novità, sebbene nei mesi precedenti la regione avesse già arricchito la lista.
Tra gli altri c'è Erre de Roca, trasferitosi in un'antica casona a Ventas de Armentia, dove i menu Caliza e Arcilla si fondano su verdure locali, vigneti e montagne. L'elenco completo comprende locali da Ávila a Ibiza, da San Sebastián a Salamanca, riflettendo la diversità della gastronomia spagnola.
Queste aggiunte mostrano come mani concrete e prodotti locali continuino a plasmare sapori impossibili da riprodurre altrove: l'aria marina di Formentera, le erbe navarresi in tecnica giapponese o il dialogo colombiano-africano in un quartiere di Barcellona.

