A Madrid i piatti della nonna tornano nei ristoranti alla moda

Modificato da: Svitlana Velhush

In una delle nuove «case del cibo» su una strada del centro di Madrid, un cameriere posa sul tavolo un piatto di maccheroni con una densa salsa di pomodoro e pezzetti di chorizo. La salsa non è semplicemente rossa: è densa, con una leggera acidità data dalla polpa di pomodoro lungamente stufata e un sentore affumicato del salume che ha impregnato ogni tubo di pasta. Accanto ci sono le uova ripiene: l'albume liscio, il tuorlo mescolato con tonno e maionese, e sopra una crosta croccante di pan grattato.

Questi piatti non sono una casuale tendenza retrò. Sono nati dall'economia del dopoguerra di Madrid, quando ingredienti semplici del mercato più vicino e le tecniche tramandate di madre in figlia permettevano di sfamare una famiglia con spese minime. I pomodori della pianura della Mancia danno dolcezza e consistenza, mentre il chorizo dei dintorni di Toledo aggiunge grasso e affumicatura che è impossibile riprodurre in un altro clima. Storicamente simili ricette si radicarono nelle «casas de comidas» cittadine, modeste osterie per operai e impiegati, dove il cibo era il prolungamento della tavola di casa.

Oggi a far rinascere questi piatti sono giovani proprietari e chef cresciuti con quei pranzi. Aprono nuove «casas de comidas» dall'arredamento minimalista, con un menù che propone solo ciò che cucinavano le nonne: empanadillas di carne, filete ruso (cotolette impanate), San Jacobo di prosciutto e formaggio. Uno di questi progetti sottolinea che la cucina casalinga non deve essere meno interessante dei complessi piatti fusion. Gli chef sperimentano con la qualità degli ingredienti, ma conservano la tecnica: la lunga frittura, la panatura giusta perché la crosta sia croccante e l'interno resti succoso.

L'economia e la cultura spingono il mondo della ristorazione indietro verso la semplicità. Dopo anni di passione per la gastronomia molecolare e gli abbinamenti esotici, i clienti si sono stancati della complessità e cercano un sapore che susciti ricordi. Al tempo stesso cresce l'interesse per i prodotti locali e il consumo sostenibile: pomodori e uova delle fattorie dei dintorni, chorizo di fornitori fidati. Non è nostalgia fine a se stessa, ma una risposta alla stanchezza per l'eccesso e il desiderio di ritrovare il legame con un cibo che ha nutrito intere generazioni.

Per assaggiare le versioni autentiche conviene cercare locali chiamati «casa de comidas» o «taberna de toda la vida» in quartieri come La Latina, Malasaña o Chueca. Meglio andarci nei giorni feriali a mezzogiorno: allora il menù è più vicino a quello casalingo e i prezzi sono più bassi. Fate attenzione alla stagione: in autunno e in inverno sono particolarmente buoni i piatti con chorizo e i sughi stufati. Evitate i locali con insegne appariscenti di «cucina tradizionale» lungo i percorsi turistici: lì spesso le ricette vengono semplificate per gli stranieri.

Questi piatti ricordano che il sapore di Madrid non sta nell'esotico, ma nella capacità di trarre il massimo da ingredienti semplici della terra e dalle mani che li hanno cucinati per decenni.

3 Visualizzazioni

Fonti

  • Los platos de la abuela vuelven a los restaurantes de Madrid

Commenti

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?Esamineremo il tuo commento il prima possibile.