In estate i fiumi del Quebec si riscaldano fino a temperature alle quali il salmone atlantico, abituato all'acqua fresca, si trova in pericolo. Bastano pochi gradi in più per trasformare l'ambiente abituale in uno sfavorevole: il pesce si indebolisce, si nutre peggio e non riesce a riprodursi normalmente.
Uno dei modi per trattenere la frescura è restituire gli alberi alle rive. Le chiome sopra l'acqua proiettano ombra e proteggono la superficie del fiume dal sole, perciò il bosco ripariale funziona come un condizionatore naturale per il corso d'acqua. Ma dove piantare esattamente gli alberi perché l'effetto sia tangibile? A questa domanda si è cercata risposta sul fiume Dartmouth, nella penisola di Gaspé, nota per la popolazione di salmone atlantico e per la pesca sportiva.
Lo studio è stato condotto presso il Centro di ricerca Eau Terre Environnement dell'INRS con il sostegno della Fondazione per la conservazione del salmone atlantico. I ricercatori hanno utilizzato il LiDAR, una tecnologia di telerilevamento che costruisce un modello tridimensionale del rilievo e della vegetazione. L'analisi è stata eseguita con una risoluzione di un metro, il che ha permesso di individuare con precisione i tratti dell'alveo più esposti al sole. Poi hanno modellato quanta energia solare raggiunge la superficie del fiume e hanno confrontato i risultati con i dati sulla temperatura dell'acqua.
Il quadro è risultato evidente: i tratti ampi con vegetazione rada ricevono più energia solare, mentre le rive ripide e la fitta boscaglia proteggono l'acqua in modo naturale. Per valutare la vulnerabilità con maggiore precisione, i ricercatori hanno introdotto l'indicatore di «radiazione specifica»: il volume di energia solare rapportato a un determinato volume d'acqua. È proprio questo che aiuta a individuare le zone più soggette al riscaldamento.
Successivamente il team ha modellato il ripristino di una fascia di alberi larga 30 metri con chiome non inferiori a 12 metri. Il calcolo è stato applicato solo ai tratti degradati, dove il taglio o la perdita della vegetazione ripariale hanno privato il fiume della sua ombra naturale. Su alcuni segmenti l'apporto di energia solare si è ridotto di quasi 40 per cento. Un tale effetto permette di mantenere l'acqua più fresca proprio là dove il salmone ha più bisogno di rifugi termici.
Non è necessario piantare alberi ovunque: è più importante scegliere dove daranno il massimo rendimento. Sul Dartmouth i tratti prioritari si concentrano soprattutto nel corso superiore, nonché su alcuni affluenti e nei punti in cui il fiume sfocia in altri corsi d'acqua molto esposti al sole. È proprio qui che piccoli investimenti nella piantagione possono cambiare sensibilmente il regime termico.
La portata di un simile lavoro è già visibile in Scozia, dove fondazioni e organizzazioni per la tutela dei pesci piantano alberi lungo i fiumi a milioni. Secondo la stima di Marine Scotland, solo circa il 35 per cento dei fiumi scozzesi ha una copertura arborea sufficiente a ottenere un effetto rinfrescante, e dunque il potenziale di lavoro è enorme. Conta anche un altro aspetto: gli alberi hanno bisogno di tempo. Secondo i dati delle autorità scozzesi per la tutela della natura, le piantagioni possono richiedere circa 20 anni prima di crescere abbastanza da offrire una vera ombra.
Il ripristino dei boschi ripariali non è una panacea, ma una misura di adattamento lenta eppure reale, che si può avviare già oggi. Essa attenua gli effetti delle estati torride, preserva l'ambiente abituale per il salmone, importante sia per l'ecosistema sia per le comunità locali.
La piantagione mirata di alberi là dove il fiume si riscalda di più offre il rendimento più evidente per ogni sforzo investito e aiuta il salmone a superare l'estate calda.
