Nell'ex fabbrica di tabacco all'angolo tra Great Queen Street e Drury Lane, dove fino a giugno dell'anno 2025 ha operato l'italiana Margot, già alla fine di novembre aprirà il quarto ristorante di Wright Brothers. L'azienda familiare, nata nel 2002 con il commercio di ostriche, riporta il proprio portafoglio a quattro sedi dopo un periodo di ridimensionamenti.
I fondatori Ben Wright e Robin Hancock hanno iniziato come fornitori di ostriche e oggi gestiscono una delle maggiori aziende britanniche di prodotti ittici pregiati. Il loro percorso dalla vendita ambulante ai ristoranti di proprietà a Borough Market, Battersea Power Station e South Kensington si è sempre basato su rapporti diretti con allevatori e pescatori delle acque britanniche e irlandesi.
Nella nuova sala, arredata in legno scuro e pelle turchese, dietro il bancone di conchiglie sarà esposta la produzione fresca. Il menù unisce prodotti ittici britannici ed europei con leggeri accenti mediterranei che Wright e Hancock hanno portato dai viaggi lungo le coste meridionali. Qui si servono ostriche gratinate nel burro con tartufo nero invernale, gamberi con agrumi e jalapeño, insalata di verdure invernali con bottarga, pecorino e pinoli, e anche seppia stufata nel nero con aster marino.
I plateau Fruit de Mer riuniscono un intero granchio del Devon, gamberi atlantici, molluschi e lumache di mare. Chiude il pasto un gelato all'ostrica con olio d'oliva e uova di pesce. In cucina c'è lo chef Jaspal Flora, proveniente da 45 Jermyn Street, mentre lo sviluppo del menù è affidato a Kevin Gratton di Samphire and Sage.
L'azienda resta fedele al principio che ostriche e prodotti ittici devono essere accessibili non solo nei locali costosi, ma in uno spazio vivo e accogliente. La storia ventennale è iniziata con un'idea semplice: condividere ciò che si ama, e oggi questo si esprime in forniture dirette dalle acque britanniche e francesi.
Il ristorante aprirà il 28 novembre 2026 in 45 Great Queen Street. Per assaporare le ostriche nella loro forma autentica, conviene avvicinarsi al bancone del bar all'ora in cui arriva il lotto fresco e ordinare un plateau con ostriche di diverse regioni: è proprio così che si rivela il sapore dell'acqua in cui sono cresciute.
In questo luogo l'ostrica smette di essere una semplice prelibatezza e diventa una testimonianza diretta di come le correnti marine, la stagione e le mani dei fornitori plasmano un sapore impossibile da riprodurre lontano dalla costa.


