Nelle fitte foreste di Białowieża, nell'est della Polonia, il battitore Rafał Kowalczyk segue le tracce di una mandria di bisonti europei. Gli animali si dissolvono tra gli alberi come fantasmi, e la loro presenza è tradita solo dallo scricchiolio dei rami e dal respiro pesante. Il bisonte europeo non è il bisonte americano: è più snello, più alto e più veloce, e i suoi antenati un tempo vagavano per le steppe aperte e i prati di tutto il continente.
Già all'inizio del XX secolo la specie era sull'orlo dell'estinzione. L'ultimo bisonte selvatico di Białowieża morì nel 1919, e verso il 1927 nel Caucaso non ne rimase nemmeno uno. Sopravvissero meno di sessanta esemplari nei giardini zoologici e nelle proprietà private. Da dodici di essi ebbe origine tutta la discendenza attuale: circa novemilacinquecento animali in tutto il mondo.
La Polonia divenne il centro del salvataggio della specie. Nel 1952 i primi bisonti furono rilasciati di nuovo a Białowieża, e oggi vi vive la più grande popolazione libera: circa novecento capi. Gli animali vengono nutriti d'inverno, registrati con rigore e monitorati nella salute. Tuttavia questo stile di vita "gestito" li rende vulnerabili: forte consanguineità, dipendenza dall'uomo e rischio di epidemie.
Gli scienziati dell'Accademia polacca delle scienze e dei parchi nazionali si pongono ora un nuovo obiettivo: riportare i bisonti in habitat più naturali e storici. Un tempo questi giganti preferivano gli spazi aperti, non solo le fitte foreste. I progetti moderni mirano a creare condizioni adatte nelle regioni meno antropizzate dell'Europa orientale, dove gli animali potranno condurre una vita più selvatica, influenzare la vegetazione e diffondere i semi.
Gli sforzi stanno già dando risultati in altri paesi: in Romania, Germania, Spagna e persino nel Caucaso compaiono nuove mandrie. In Polonia i ricercatori studiano il comportamento degli animali, le loro migrazioni e le loro esigenze, per ridurre al minimo i conflitti con le persone e l'agricoltura. Il bisonte europeo resta un simbolo della natura polacca — la sua immagine compare su loghi, birra e vodka — ma ora può diventare anche un simbolo di un più ampio ripristino degli ecosistemi.
Il successo dipende dalla capacità di creare vasti spazi dove i bisonti non si limitino a sopravvivere sotto sorveglianza, ma vivano pienamente e influenzino l'ambiente circostante.

