In scatole impolverate dei musei dell'Australia e dell'Europa sono stati conservati per decenni esemplari che ora riscrivono la storia dei marsupiali locali. Una ricerca durata dieci anni ha dimostrato che ciò che si riteneva appartenesse a specie note di bandicoot dal naso corto nasconde in realtà due nuove specie, e una di esse, a quanto pare, si estinse prima ancora che gli scienziati riuscissero a descriverla.
Si tratta del piccolo bandicoot bruno (Isoodon microtis) dell'Australia Meridionale e del bandicoot bruno della Nuova Guinea (Isoodon moresbyensis). Il primo, a giudicare dagli esemplari delle collezioni, abitava la regione circa un secolo fa e si estinse senza lasciare traccia nella fauna contemporanea. Il secondo era in precedenza considerato solo una sottospecie del bandicoot bruno settentrionale, ma i dati morfologici e genetici ne hanno confermato lo status autonomo.
I ricercatori del Western Australian Museum, della Queensland University of Technology e del South Australian Museum hanno esaminato centinaia di crani e tessuti provenienti dalle collezioni di tutto il mondo. Il confronto di dimensioni, forme e DNA ha permesso di precisare i confini delle specie nel genere Isoodon. Di conseguenza è emerso che in Australia Meridionale un tempo vivevano ben tre specie: il bandicoot bruno meridionale, il piccolo bandicoot bruno di nuova descrizione e il quenda (Isoodon fusciventer).
Il quenda, tradizionalmente considerato una specie dell'Australia Occidentale, secondo i nuovi dati abitava in passato molto più a est, fino ai dintorni di Adelaide, all'isola dei Canguri e all'arcipelago di Nuyts. Ciò amplia la conoscenza del suo areale storico e, forse, attenua la valutazione complessiva della minaccia per la specie, sebbene le popolazioni locali dell'Australia Meridionale necessitino ancora di protezione.
I cambiamenti nella classificazione influiscono direttamente sulle strategie di conservazione. Il bandicoot bruno meridionale, già in pericolo di estinzione, ora sembra avere un areale ancora più limitato. Al contrario, la più ampia diffusione del quenda fa sperare che la specie nel suo complesso sia più resistente di quanto si pensasse in precedenza. Tali revisioni mostrano quanto sia fragile e incompleta la nostra immagine della biodiversità anche in regioni ben studiate.
La scoperta di una specie estinta suscita sentimenti contrastanti: la gioia di ristabilire la verità storica e l'amarezza di rendersi conto che un animale unico si è estinto senza essere nemmeno nominato in vita. Allo stesso tempo, il ritrovamento di una specie vivente in Nuova Guinea ricorda che i musei non sono semplici depositi del passato, ma veri e propri scrigni in grado di cambiare la nostra comprensione del presente.
Il lavoro sui bandicoot dal naso corto è concluso, ma resta da studiare quello sui bandicoot dal naso lungo (genere Perameles), cinque specie dei quali si sono già estinte dopo l'insediamento europeo. Nuove scoperte attendono probabilmente nelle stesse scatole dei musei.
Lo studio delle vecchie collezioni aiuta a valutare con maggiore precisione i rischi di estinzione e a indirizzare gli sforzi di conservazione là dove sono più necessari.
