Nei canyon sottomarini al largo della costa argentina, dove le acque calde della corrente brasiliana incontrano i flussi freddi di quella delle Malvine, gli scienziati hanno individuato 57 specie marine finora sconosciute e cinque nuovi generi. Questa scoperta è il risultato di un seminario internazionale sull'identificazione delle specie, tenutosi nel 2026 a Buenos Aires presso l'Università Maimonide.
La spedizione dell'Istituto oceanico Schmidt sulla nave Falkor (too) nell'agosto del 2025, con l'ausilio del sommergibile SuBastian, ha esplorato il canyon di Mar del Plata a profondità superiori a 3500 metri. I campioni raccolti sul posto, insieme ai materiali di precedenti spedizioni argentine, sono stati alla base del lavoro di venti tassonomi provenienti dall'America Latina e dall'Europa. Tra i ritrovamenti figurano venti nuove specie di copepodi, ventidue echinodermi, quattordici cnidari e un mollusco scafopode.
Un'attenzione particolare ha destato il cetriolo di mare Peniagone sp., soprannominato «Loki» per le protuberanze cornee che ricordano l'immagine della divinità scandinava. Questa specie, scoperta a una profondità di circa 2577 metri, è diventata una delle dieci nuove oloturie descritte durante il seminario. Forme simili sottolineano quanto siano ancora poco studiate le comunità degli abissi nella zona di convergenza delle correnti.
Le scoperte non si limitano al conteggio delle specie. Esse rivelano una complessa rete di relazioni nell'ecosistema, dove le distese di coralli e i campi di penne di mare offrono rifugio a moltissimi organismi. Tali strutture, simili a città viventi sul fondo, sostengono la produttività della regione e possono influenzare le catene alimentari che giungono fino alla superficie dell'oceano.
Il seminario non solo ha accelerato la descrizione dei nuovi taxa, ma ha anche rafforzato il potenziale scientifico dell'Argentina: i campioni sono stati consegnati alle collezioni nazionali e i giovani ricercatori hanno acquisito esperienza pratica. Una nuova spedizione prevista per il 2027 in un altro canyon promette di proseguire questo lavoro.
Questi ritrovamenti ricordano che la conservazione degli habitat degli abissi richiede cooperazione internazionale e un approccio prudente verso qualsiasi forma di attività economica nell'oceano.


