La società di logistica di Dubai DP World ha firmato un accordo di principio con l'Autorità Portuale di Fujairah per una concessione di 50 anni, annunciando un progetto ambizioso che ridefinirà gli equilibri commerciali del Golfo Persico. Sulla costa orientale degli Emirati Arabi Uniti, lungo il Golfo di Oman, saranno costruiti due moderni terminal in grado di gestire navi di ultima generazione e aggirare lo stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un terzo del petrolio mondiale e un terzo del gas naturale liquefatto globale ogni giorno.
Il progetto prevede la costruzione del terminal container e multipurpose Al Rugaylat, nonché del terminal merci Dibba. Al Rugaylat gestirà fino a 2,5 milioni di container (TEU) all'anno, 1,7 milioni di tonnellate di merci generiche e 190.000 veicoli (CEU). Il terminal di Dibba aggiungerà un'ulteriore capacità di movimentazione di merci generiche di 3,6 milioni di tonnellate all'anno. Insieme, le due strutture aumenteranno la capacità container totale di DP World negli Emirati Arabi Uniti dagli attuali 19,4 milioni a quasi 22 milioni di TEU all'anno, un aumento significativo che indica la crescente domanda e le crescenti preoccupazioni per le interruzioni della navigazione.
La costruzione richiederà 24-30 mesi e sarà attuata in fasi. Le nuove capacità consentiranno di accogliere navi Ultra Large Container Vessels (ULCV), gigantesche portacontainer con una capacità superiore a 20.000 TEU, in grado di trasportare il commercio mondiale a volumi senza precedenti. Integrate attraverso la rete logistica interna di DP World con il porto di Jebel Ali e la zona economica libera di Jafza, i nuovi terminal creeranno un gateway commerciale in acque profonde al di fuori dello stretto, diversificando efficacemente le rotte degli EAU per le merci dirette a ovest.
Ufficialmente, il progetto è posizionato come un'espansione dell'ecosistema portuale di DP World e un rafforzamento della rete logistica degli EAU. Tuttavia, il suo vero significato è strategico. Fujairah, situata sulla costa del Golfo di Oman, si è già affermata come uno dei leader mondiali nel bunkeraggio navale e si sta trasformando sempre più in un hub marittimo globale. I nuovi terminal saranno un altro mattone nel muro di indipendenza che gli EAU, seguendo altri paesi del Golfo, stanno costruendo dallo Stretto di Hormuz.
La diversificazione delle rotte è una questione di sicurezza nazionale. I paesi del Golfo stanno investendo miliardi in oleodotti, ferrovie e hub di stoccaggio energetico per ridurre la vulnerabilità a qualsiasi interruzione nello stretto. Gli EAU, uno dei principali esportatori di energia della regione, sono stati vulnerabili due volte: nel febbraio 2026, quando l'Iran ha iniziato operazioni militari contro il paese, il traffico navale attraverso Hormuz si è di fatto interrotto. L'Arabia Saudita dispone di propri porti nel Mar Rosso e può esportare parte del petrolio aggirando lo stretto; gli EAU hanno a lungo dovuto fare affidamento esclusivamente su Hormuz. Ora questo sta cambiando. ADNOC, la compagnia petrolifera nazionale degli EAU, ha già completato al 50% la costruzione dell'oleodotto West-East Pipeline, che attraversa la penisola arabica fino alla costa del Golfo di Oman.
Per DP World, il progetto rappresenta un altro passo per rafforzare la sua posizione di operatore globale. La società offre ai clienti una nuova alternativa: in caso di interruzioni a Hormuz, le loro navi potranno attraccare a Fujairah, evitando rischi e ritardi. Con la capacità di Jebel Ali che ha raggiunto un elevato tasso di occupazione, i nuovi terminal forniranno il necessario potenziale di riserva per la crescita a lungo termine in una regione che rimane uno dei principali centri commerciali globali.
Come il progetto riorganizzerà il panorama strategico del Golfo Persico, dove il controllo di Hormuz rimane la principale leva di influenza? La risposta arriverà nei prossimi tre anni, quando sulla costa orientale degli EAU inizieranno a sorgere le prime gru di Al Rugaylat.

