La difesa delle «Valkyries» riporta la serie in equilibrio: Golden State ferma l'attacco delle «Dream»

Modificato da: Svitlana Velhush

Sabato sera ad Atlanta le «Golden State Valkyries» hanno fatto ciò che meno ci si aspettava da loro: dopo due sconfitte consecutive sono tornate al loro gioco caratteristico e hanno battuto le «Atlanta Dream» 67:62, pareggiando il conto nella finale WNBA 2-2. Il paradosso principale della serata non sta nel punteggio, ma in come una squadra che aveva perso la partita precedente con una differenza di 26 punti sia improvvisamente tornata impenetrabile.

La chiave della vittoria non stava nell'attacco, ma nella difesa. Le «Valkyries» hanno completamente neutralizzato Angel Reese, che nelle due partite precedenti aveva messo a segno in media 25,5 punti e 14 rimbalzi. Nel quarto incontro il suo bottino è stato di appena otto punti con 2 su 12 tiri. La guardia Kayla Charles e la pivot Kiah Stokes hanno costretto Reese a sbagliare da sotto canestro e a perdere il pallone, mentre l'intera squadra ha permesso alle «Dream» di realizzare soltanto il 33 per cento dei tiri.

Leader delle «Valkyries» è stata Gabby Williams — 17 punti, tre palle rubate e tre assist. Proprio lei prima della partita aveva esortato le compagne a «non lasciare rimpianti», e la squadra ha risposto. Tiffany Hayes e Veronica Burton hanno aggiunto 13 punti ciascuna, e Burton ha anche realizzato il tiro libero decisivo a 28 secondi dalla fine. Le «Dream» hanno cercato di recuperare nel quarto quarto, riducendo lo svantaggio a quattro punti, ma le «Valkyries» non hanno vacillato.

La svolta psicologica è avvenuta ancora prima della partita. Dopo la disfatta nella terza gara, l'allenatrice Natalie Nakase e le leader della squadra hanno capito: bisognava tornare a quella versione di sé che le aveva portate in finale. Invece di cercare di superare le «Dream» in attacco, hanno puntato su una difesa dura e sul controllo del ritmo. Ha funzionato: le «Valkyries» hanno dominato nell'area (38 punti contro 28) e non hanno permesso alle avversarie di segnare punti facili in contropiede.

Per le «Atlanta Dream» la sconfitta è stata una lezione. Rhyne Howard ha messo a segno 19 punti ed è stata la migliore della sua squadra, ma è mancato il supporto di Reese e Allisha Gray. Le «Dream» conducevano la serie 2-1, ma non sono riuscite a chiuderla in casa. Ora la serie torna in California, dove lunedì si disputerà la quinta partita.

Ciò che è accaduto ad Atlanta dimostra che nella WNBA la finale non riguarda solo le stelle e l'attacco, ma anche la capacità di una squadra di ricordare la propria identità nel momento critico. Le «Valkyries» hanno dimostrato di saperlo fare. D'ora in poi sarà solo più duro.

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Fonti

  • HLs: Valkyries tie up WNBA Finals with Game 4 win

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