Plastica che svanisce in un anno: gli scienziati ne hanno accelerato la biodegradazione ♻️

Modificato da: Svitlana Velhush

Plastica che svanisce in un anno: gli scienziati ne hanno accelerato la biodegradazione ♻️-1

Gli scienziati hanno annunciato un metodo promettente per accelerare significativamente la decomposizione di uno dei tipi di plastica più comuni.

Nei test, il polietilene e il polipropilene modificati — materiali utilizzati per produrre un'enorme quantità di imballaggi, sacchetti e articoli per la casa — si sono decomposti nel terreno per oltre il 90% in circa 269–292 giorni.

Ciò è particolarmente impressionante perché la plastica comune di questo tipo può persistere nell'ambiente per decenni.

Come funziona

I ricercatori hanno aggiunto alla plastica un componente speciale che rende il materiale più accessibile ai naturali processi di biodegradazione.

Di conseguenza, i microrganismi del suolo iniziano a distruggere la struttura della plastica in modo molto più efficiente e a trasformarla gradualmente.

È proprio per questo che tale tecnologia viene talvolta descritta metaforicamente come la trasformazione della plastica in «cibo» per i microrganismi.

E per quanto riguarda la sicurezza?

Gli scienziati hanno verificato come il materiale influenzi gli organismi viventi.

Nei test condotti non sono stati riscontrati effetti nocivi evidenti sui lombrichi, sulle piante e su alcuni organismi acquatici. Si tratta di un risultato importante, perché la semplice distruzione della plastica non rende ancora la tecnologia ecologica: è necessario assicurarsi che nel processo non si formino sostanze pericolose.

Ma il problema della plastica non è ancora risolto

Nonostante i risultati impressionanti, la ricerca va ancora considerata come un passo molto promettente, non come una soluzione definitiva.

I risultati devono essere confermati in modo indipendente da altri gruppi di ricerca. Inoltre, è importante verificare come la tecnologia funzioni in diversi tipi di suolo, condizioni climatiche e nella produzione di massa.

È inoltre necessario assicurarsi che la plastica sia effettivamente biodegradabile nella sua interezza, e non semplicemente frammentata in una miriade di particelle minuscole.

Perché questa è comunque una buona notizia

Oggi il polietilene e il polipropilene sono tra le plastiche più diffuse sul pianeta. Una parte significativa dei prodotti realizzati con questi materiali finisce nelle discariche o nell'ambiente.

Se la tecnologia venisse confermata e scalata, potrebbe diventare uno strumento aggiuntivo nella lotta contro l'inquinamento da plastica, specialmente per i prodotti che risultano difficili o economicamente non convenienti da riciclare con i metodi tradizionali.

La plastica, che in precedenza poteva persistere per decenni, potrebbe potenzialmente essere indotta a decomporsi in meno di un anno.

C'è ancora molta strada da fare prima dell'applicazione su larga scala, ma il risultato stesso dimostra che persino una delle forme di rifiuto più resistenti potrebbe rivelarsi non così eterna come siamo abituati a pensare.

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Fonti

  • Masterbatch-enabled acceleration of polyolefin biodegradation under open air terrestrial environmental conditions

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