Nel settembre del 2026 l'Etiopia ha ridotto drasticamente le forniture di elettricità ai miner di bitcoin, portandole al 23 % dei volumi contrattuali. La causa è la siccità, aggravata da El Niño, che ha ridotto l'afflusso d'acqua nei bacini idroelettrici del 20 %. L'azienda statale Ethiopian Electric Power (EEP) ha dato priorità alle famiglie e all'industria, anziché alle fattorie ad alto consumo energetico che fino a poco tempo prima assorbivano quasi un terzo dell'intera produzione nazionale.
Fino a poco tempo fa, l'energia idroelettrica a basso costo, a 3,2 centesimi per chilowattora, aveva trasformato l'Etiopia in una calamita per i miner internazionali. Aziende cinesi e mediorientali avevano stipulato 39 accordi, 31 erano già operativi. I miner garantivano il 35 % dei ricavi di EEP e portavano valuta nel bilancio statale. La società Phoenix Group solo nell'aprile del 2025 ha aumentato la capacità fino a 132 MW. Ora questi investimenti dipendono dal livello dell'acqua nelle dighe, compresa la Grande Diga Etiope del Rinascimento.
La situazione mette a nudo un paradosso del settore crypto: un asset digitale, presentato come indipendente dai sistemi tradizionali, in realtà è legato a infrastrutture fisiche e al clima. Quando i fiumi si prosciugano, il mining diventa in perdita e le attrezzature restano inattive. Il governo è costretto a scegliere tra le entrate in valuta estera e i bisogni primari dei cittadini: metà della popolazione è ancora senza elettricità affidabile.
Per l'investitore questo è un segnale di rischi nascosti. L'energia a basso costo non è una risorsa eterna, ma una scommessa su un clima stabile e sulle priorità delle autorità. Gli analisti osservano già che il consumo globale di elettricità da parte dei miner potrebbe aver raggiunto il picco nel 2024–2025 a causa degli halving e della concorrenza con i datacenter per l'IA. In Etiopia, invece, la riduzione potrebbe proseguire: in ottobre EEP rivedrà le condizioni e non esclude limitazioni all'esportazione di energia verso i vicini.
Immaginate un agricoltore che ha investito tutti i suoi risparmi in una serra con irrigazione automatica, e poi ha scoperto che il fiume si prosciuga ogni pochi anni. Allo stesso modo, qui l'elevata redditività del mining si regge su un equilibrio fragile tra acqua, politica e domanda di bitcoin. Una sola stagione di siccità e il margine evapora.
La conclusione è semplice: diversificate i rischi e non puntate grosse somme su asset la cui redditività dipende da un'unica fonte di energia e da un'unica regione.




