Lunedì sera il Senato degli Stati Uniti ha votato a favore di un disegno di legge storico, il Protect College Sports Act — 77 voti contro 22. Il disegno di legge, promosso dal repubblicano Ted Cruz e dalla democratica Maria Cantwell, mira a instaurare un ordine federale nello sport studentesco, dove negli ultimi anni regnava un vero caos a causa dei pagamenti agli atleti, dei trasferimenti illimitati e della ristrutturazione delle conference.
La legge sancisce il diritto degli atleti a un compenso per l'uso del nome, dell'immagine e della somiglianza (NIL), introduce un limite di un solo trasferimento senza perdere il diritto di partecipazione, stabilisce un periodo di eleggibilità di cinque anni e consente alle scuole di condividere i ricavi con gli atleti fino a circa 50 milioni di dollari all'anno. Almeno 5 milioni devono però andare agli sport femminili e olimpici, mentre gli onorari degli agenti sono limitati al cinque per cento.
Dietro tutto questo non c'è solo il desiderio di «mettere ordine», ma il tentativo del potere federale di prendere il controllo di un sistema lacerato dalle sentenze giudiziarie e dalle forze del mercato. Dopo la sentenza della Corte Suprema del 2021 e i successivi accordi come House v. NCAA, i college hanno di fatto iniziato a pagare i giocatori, ma senza regole uniformi ciò ha portato a una corsa agli armamenti: le conference si gonfiavano, gli atleti cambiavano ateneo più volte a stagione e i programmi minori perdevano ogni possibilità.
Il paradosso centrale è che la legge rafforza allo stesso tempo i diritti degli atleti e ne limita la mobilità. Da un lato ci sono la tutela della salute, la copertura medica per cinque anni dopo la fine degli studi e le garanzie sulle borse di studio. Dall'altro la NCAA ottiene un'esenzione antitrust parziale per frenare i passaggi infiniti e trattenere il talento all'interno di un unico programma. È simile alla situazione in cui un datore di lavoro promette più soldi al dipendente, ma gli vieta di cambiare lavoro più di una volta.
Ora il disegno di legge passa alla Camera dei rappresentanti, dove le prospettive sono incerte: lì si levano già obiezioni da parte del Congressional Black Caucus e di una parte dei repubblicani. Se la legge non passerà prima delle elezioni, l'intera costruzione potrebbe crollare e il caos tornerebbe su una scala nuova.
In definitiva, il Protect College Sports Act non è un punto finale, ma un nuovo capitolo nella lunga battaglia tra commercio, istruzione e diritti dei giovani atleti, il cui esito determinerà se lo sport studentesco negli Stati Uniti resterà un fenomeno di massa o si trasformerà in una lega d'élite per pochi eletti.



