Nelle profondità dell'Oceano Indiano, al largo delle coste australiane, antiche montagne sottomarine custodivano un segreto che gli scienziati hanno svelato solo di recente: 149 specie finora sconosciute alla scienza. Una spedizione a bordo della nave da ricerca RV Investigator ha esplorato i vulcani sottomarini presso le isole Christmas e Cocos, raccogliendo un totale di 1059 specie, molte delle quali si sono rivelate nuove per la scienza.
Lo studio, pubblicato a giugno sulla rivista Deep-Sea Research Part II, è stato condotto da Tim O'Hara dei Museums Victoria. In precedenza, le zone abissali di questo tratto di oceano erano rimaste pressoché inesplorate; l'attenzione si concentrava sulle acque poco profonde vicino alle isole. Ora è diventato chiaro quanto sia vasto il "vuoto di dati" riguardante il fondale dell'Oceano Indiano.
Le montagne sottomarine fungono da oasi: modificano le correnti, concentrano i nutrienti e creano le condizioni ideali per gli organismi filtratori e altri abitanti. Tra i ritrovamenti figurano un cetriolo di mare del genere Oneirophanta, un pesce della famiglia Chlorophthalmidae e un crostaceo cirripede parassita del genere Rhizolepas. Gli scienziati hanno inoltre scoperto una caldera precedentemente ignota, soprannominata "l'Occhio di Sauron", e hanno recuperato con una rete a strascico circa mille denti di squalo, inclusi fossili di megalodonte.
Queste scoperte forniscono un punto di partenza per comprendere ecosistemi che potrebbero trovarsi ad affrontare pressioni crescenti: cambiamenti climatici, pesca eccessiva, ondate di calore marino e la possibile estrazione mineraria in profondità. Nella zona sono già stati individuati noduli polimetallici, preziosi per la produzione di batterie per veicoli elettrici e turbine eoliche.
L'Australia aveva approvato la spedizione già nel 2020 per studiare la biodiversità prima dell'istituzione dei parchi marini dell'Oceano Indiano. Ricerche simili proseguono in altre regioni, dal Mar dei Coralli all'Antartide, dove ogni nuova immersione negli abissi porta scoperte inaspettate.
Quando finalmente iniziamo a guardare in profondità, l'oceano risponde con nuove forme di vita, ricordandoci quanto siano fragili e interconnessi i suoi ecosistemi.
