Il quattro ottobre, nella Giornata degli animali, l'attenzione è rivolta in particolare al fiume Yangtze: in un decennio di misure di tutela su larga scala le popolazioni di diverse specie chiave sono aumentate in modo evidente.
La rivista The Economist riferisce una notizia straordinaria e assai incoraggiante.
Lo storione cinese, che vive sul pianeta da circa 140 milioni di anni, ha ottenuto aree di riproduzione artificiali nella zona di Yichang. Lì sono stati rilasciati decine di migliaia di avannotti, e in condizioni selvatiche sono comparse le prime generazioni capaci di riprodursi naturalmente.
Anche il delfino dello Yangtze, privo di pinna dorsale — simbolo del fiume — mostra una dinamica positiva. Secondo gli ultimi censimenti, il suo numero ha raggiunto 1426 esemplari, quattrocento in più rispetto a dieci anni fa. L'acqua pulita e le restrizioni alla navigazione hanno permesso agli animali di mostrarsi più spesso in superficie e di cacciare senza l'antica inquietudine.
Non sono rimasti in disparte nemmeno altri abitanti: il pesce rosso cinese (胭脂鱼), l'abramide simile a un luccio e le quattro principali varietà di carpe. Il divieto di pesca industriale e la creazione di zone di protezione ittica hanno restituito loro le consuete aree di alimentazione. In alcuni tratti del fiume la densità ittica si avvicina ormai ai valori precedenti l'inizio della pesca intensiva.
Questi cambiamenti sono il risultato non di singole iniziative, ma di una politica sistemica di «grande protezione dello Yangtze». La riduzione dell'inquinamento, il ripristino delle aree golenali e il monitoraggio costante hanno creato le condizioni perché la natura stessa cominciasse a restituire l'equilibrio perduto.
È particolarmente significativo che i successi si misurino non solo in cifre, ma anche nel comportamento degli animali: i delfini ora giocano accanto alle navi di ricerca specializzate, e gli storioni colonizzano nuove aree di riproduzione. Tali osservazioni confermano che le misure funzionano e producono un effetto di lungo periodo.
L'esperienza decennale dello Yangtze dimostra che azioni coerenti di ripristino dell'habitat possono restituire al fiume i suoi abitanti originari e conservarli per le generazioni future.



