Uno studio pubblicato il 23 settembre 2026 sulla rivista PLOS One ha dimostrato che cani e gatti, in un test a breve termine, preferiscono un alimento secco con un contenuto di proteine microbiche pari al 10 per cento rispetto a un normale alimento a base di proteine animali. Il lavoro è stato condotto dai ricercatori Ally Motta de Matos e A.L.B. Cruz dell'azienda europea MicroHarvest, specializzata nella produzione di proteine mediante fermentazione, e i test sono stati finanziati dalla stessa azienda.
All'esperimento hanno partecipato 30 cani e 30 gatti, nutriti in ambiente domestico con il metodo delle due ciotole per quattro pasti nell'arco di due giorni. Una ciotola conteneva un alimento standard che imitava una razione commerciale a base di pesce e riso, la seconda una composizione quasi identica in cui le proteine microbiche sostituivano completamente la farina di pesce e in parte quella di pollame. I proprietari non sapevano quale ciotola contenesse quale alimento. L'analisi statistica ha confermato una preferenza significativa: i cani consumavano il 72 per cento dell'alimento con proteine microbiche contro il 50 per cento di quello normale, i gatti il 51 per cento contro il 34 per cento. Gli animali di entrambe le specie si avvicinavano più spesso e iniziavano a mangiare proprio dalla ciotola con il nuovo ingrediente.
Le proteine microbiche si ottengono mediante la fermentazione di microrganismi, il che permette di ottenere proteine di alta qualità con un profilo completo di aminoacidi. Nello studio esse hanno sostituito le fonti tradizionali — la farina di pesce e parte di quella di pollame — mantenendo al contempo l'equilibrio dei macronutrienti. Gli autori osservano che la preferenza si è manifestata nonostante la sostituzione dei componenti abituali, e sottolineano che si tratta di un inizio incoraggiante per comprendere come le proteine microbiche siano percepite dagli animali non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche del gusto.
I risultati hanno un valore pratico per i produttori di mangimi: le proteine microbiche possono diventare un'alternativa sostenibile, riducendo la dipendenza dalle risorse ittiche e dall'allevamento. Tuttavia gli autori indicano chiaramente che lo studio ha coperto solo un breve periodo, per cui l'attrattiva a lungo termine, la tollerabilità e l'impatto sulla salute richiedono ulteriori test.
In un contesto più ampio, il lavoro si inserisce nel crescente interesse del settore per fonti alternative di proteine per gli animali domestici, dove, accanto agli insetti e ai componenti vegetali, le tecnologie microbiche offrono una nuova via verso un'alimentazione sostenibile senza compromettere le preferenze gustative degli animali da compagnia.
Il breve test ha dimostrato che, anche in caso di sostituzione parziale delle proteine animali, la variante microbica si è rivelata più attraente per gatti e cani.



