Ricerca dell'Università di Chicago: i paesi con un maggior numero di gatti mostrano un livello di felicità più elevato

Modificato da: Svitlana Velhush

Ricerca dell'Università di Chicago: i paesi con un maggior numero di gatti mostrano un livello di felicità più elevato-1

Uno studio condotto dall'Università di Chicago e reso pubblico il 2 ottobre 2026 ha rilevato una correlazione positiva tra la densità dei gatti domestici e il livello di benessere soggettivo della popolazione in 93 paesi. Il ricercatore senior dell'università Dario e i suoi colleghi hanno confrontato gli indici nazionali di felicità con i dati sulla densità dei gatti, sul benessere economico e sul livello di infezione da toxoplasmosi.

Il benessere soggettivo, valutato attraverso la soddisfazione per la vita e gli indicatori di felicità, è sempre più spesso considerato un indicatore chiave dello sviluppo della società. Sebbene fattori economici come il PIL e il reddito delle famiglie siano positivamente correlati al benessere, essi non spiegano tutte le differenze tra i paesi. I ricercatori hanno osservato che la presenza di animali da compagnia contribuisce a ridurre la solitudine, a rafforzare i legami emotivi e a diminuire lo stress.

Nell'ambito del lavoro, gli autori hanno analizzato i dati sulla densità dei gatti, gli indicatori recenti di infezione da toxoplasma e gli indicatori economici. I risultati hanno mostrato una significativa relazione positiva tra la densità dei gatti e l'indice di felicità, mentre la correlazione con il PIL e i redditi si è rivelata più forte. Al tempo stesso, nei paesi con un livello più elevato di infezione recente da toxoplasma il benessere della popolazione è risultato inferiore.

Anche dopo aver escluso statisticamente l'influenza del PIL e dei redditi, la densità dei gatti e il livello di infezione sono rimasti tra i più forti predittori della felicità. I paesi più ricchi tendono ad avere più gatti, ma al contempo un livello più basso di infezione da parassita. I ricercatori lo spiegano con il fatto che negli Stati benestanti i gatti sono più spesso tenuti in casa, vaccinati e nutriti con mangimi commerciali, mentre nei paesi meno ricchi gli animali escono più spesso liberamente.

Gli autori sottolineano che le relazioni individuate hanno carattere correlazionale e non consentono di affermare rapporti di causa-effetto. «Non possiamo affermare che un maggior numero di gatti renda le persone più felici, né che l'infezione da toxoplasma riduca il benessere, tuttavia queste regolarità sono interessanti e richiedono ulteriori studi», osservano i ricercatori. Il lavoro mostra la necessità di tenere conto dei fattori biologici ed ecologici accanto ai tradizionali indicatori socioeconomici nell'analisi del benessere della popolazione.

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Pertanto, lo studio apre una nuova direzione per comprendere come l'interazione dell'uomo con gli animali possa riflettersi sul livello sociale di felicità, e sottolinea l'importanza di un approccio integrato allo studio della qualità della vita.

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Fonti

  • 貓派大勝利?研究發現家貓愈多的國家幸福感愈高

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