Nell'UE è entrato in vigore il divieto di distruggere abiti invenduti: nuove regole del gioco per i grandi marchi

Modificato da: Katerina S.

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Dal 19 luglio 2026 sono entrate in vigore le norme dell'Unione Europea che vietano alle grandi aziende di distruggere abiti e calzature invenduti. Entro il 2030, il divieto si estenderà anche alle medie imprese.

Anziché scartare o distruggere la merce, si raccomanda alle aziende di gestire in modo più efficiente le scorte, di occuparsi dei resi e di cercare opzioni alternative come la rivendita, il riciclaggio, la beneficenza o il riutilizzo. Le eccezioni riguardano solo articoli pericolosi, danneggiati o contaminati, nonché prodotti rifiutati dalle organizzazioni di beneficenza.

Secondo le stime dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, ogni anno in Europa vengono distrutti tra il 4% e il 9% dei tessuti invenduti, equivalenti a 264-594 mila tonnellate di abiti e a circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂, paragonabili alle emissioni annuali di un'intera nazione, come la Svezia nel 2021.

La moda si sta muovendo da diversi anni dal modello lineare «produci – vendi – getta» verso un'economia circolare. Se in precedenza i marchi contrapponevano il minimalismo e le collezioni capsule alla sovrapproduzione, ora il divieto normativo ha accelerato questa tendenza e l'ha resa non una strategia volontaria, ma una regola del gioco obbligatoria. Stile e tendenze smettono di essere l'unico focus del design: dovranno emergere la riparabilità, la durabilità e la capacità di un capo di sopravvivere a più cicli di rivendita e utilizzo.

I grandi attori, dai giganti del fast-fashion alle case di lusso, dovranno ripensare radicalmente il loro processo di design. Dopo scandali come quello del 2018, quando Burberry bruciò merci per 38 milioni di dollari per proteggere l'esclusività del marchio, consumatori e regolatori hanno iniziato a richiedere maggiore trasparenza. Ora le collezioni dovranno essere progettate pensando alla futura rivendita: colori neutri, silhouette basiche, tessuti di qualità in grado di sopportare un ciclo di usura ripetuto. La presentazione dei marchi include sempre più spesso storie di reselling e partnership benefiche, non solo sfilate stagionali.

Dal febbraio 2027, le grandi aziende saranno obbligate a pubblicare rapporti strutturati sul numero e sul peso dei prodotti distrutti. La sostenibilità smette di essere uno slogan di marketing e diventa una necessità operativa, per la cui violazione gli organi di controllo potranno imporre sanzioni.

Le norme rispondono alla crescente preoccupazione della Generazione Z e dei Millennial per il clima e la sovrapproduzione. Secondo le ultime indagini McKinsey, il 67% dei consumatori a livello mondiale include la sostenibilità tra i tre fattori principali al momento dell'acquisto (nel 2019 era il 49%), soprattutto tra le persone di età compresa tra 18 e 34 anni. L'acquirente non vuole più essere complice del ciclo dei rifiuti, vuole essere un consumatore consapevole. Un capo che sopravvive a più di una stagione e può essere rivenduto conferma lo status di persona responsabile agli occhi del proprio ambiente sociale.

Il divieto di distruggere abiti spinge i marchi a investire in piattaforme di reselling e servizi di noleggio. È già evidente come il mercato dell'usato e i servizi di noleggio stiano guadagnando terreno, le nuove norme consolidano e accelerano questa tendenza. Le aziende pronte a gestire la logistica inversa e la documentazione acquisiscono un vantaggio competitivo.

La moda sta diventando parte di un sistema più ampio di economia circolare. I marchi che in precedenza nascondevano le eccedenze dietro un velo di riservatezza, ora sono costretti a mostrare i loro rapporti al mondo, e questo cambia fondamentalmente la natura stessa del consumo, rendendo il ciclo materiale di un prodotto trasparente e contabilizzato. L'Europa, stabilendo questo precedente, segnala al resto del mondo: l'economia circolare non è più un'opzione, ma la nuova norma.

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Fonti

  • Large companies in EU can no longer destroy unsold fashion

  • Burberry Receives Backlash for Burning $38 Million of Unsold Products

  • In 2018, Burberry admitted to destroying £28.6 million

  • New EU rules to stop destruction of unsold clothes and shoes

  • Ban on destruction of unsold clothes and shoes enters into application

  • 19 July 2026: EU Ban on Destroying Unsold Clothes & Shoes

  • Fashion resale will grow to 476 billion dollars by 2030

  • Global High Fashion Rental Market Research Report 2034

  • Circular Fashion Market Trends & Forecast

  • Global Online Clothing Rental Market Size, Share 2026 - 2035

  • В ЕС с 19 июля запретят уничтожение непроданной одежды и обуви

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