Il dottor Alex Zhavoronkov, in un articolo per il quotidiano «Ash-Sharq al-Awsat», sostiene che l'intelligenza artificiale apre nuovi orizzonti nella ricerca sulla longevità, fornendo strumenti per individuare con precisione potenziali interventi e valutarne l'impatto sull'organismo umano.
Secondo l'autore, le recenti pubblicazioni del suo team sulle riviste Cell e Nature Biotechnology dimostrano come l'IA aiuti a individuare i bersagli farmacologici nella biologia dell'invecchiamento e a integrare le «misurazioni dell'invecchiamento» ricavate dalle analisi del sangue negli studi clinici sui farmaci creati con gli algoritmi.
Zhavoronkov sottolinea che, sebbene non si possa affermare che un farmaco specifico abbia già prolungato la vita di qualcuno, questi lavori indicano un futuro promettente nello sviluppo dei farmaci, in cui l'IA individua i candidati e parallelamente si studia il loro effetto sui processi di invecchiamento e sulle malattie bersaglio.
L'intelligenza artificiale, osserva l'esperto, amplia notevolmente la gamma di ciò che gli scienziati possono scoprire e misurare, ma un ruolo decisivo spetta ancora ai rigorosi esperimenti di laboratorio e clinici, che confermano il reale beneficio per la salute.
L'autore distingue due ritmi nella scoperta dei farmaci: quello computazionale rapido, in cui l'IA analizza i dati, genera strutture e propone esperimenti, e quello biologico lento, che richiede la sintesi delle molecole, la verifica della somministrazione nei tessuti, la valutazione della sicurezza e la conduzione di studi sull'uomo.
Come esempio, Zhavoronkov cita il farmaco rentosertib, sviluppato per la fibrosi polmonare idiopatica: l'IA ha aiutato a trovare il bersaglio biologico e a creare la molecola, e già dopo 18 mesi è stato ottenuto un candidato preclinico — un notevole passo avanti rispetto ai tempi tradizionali.
In conclusione, l'esperto formula un'ambizione: a suo parere, l'IA potrebbe in definitiva contribuire a raddoppiare l'aspettativa di vita media umana, sebbene oggi questo resti un obiettivo e non una previsione dimostrata; l'opportunità attuale è creare farmaci più efficaci e un'infrastruttura per verificarli.

