Rare sculture romane nel santuario di Chartres: acqua, miti e rituali dimenticati

Modificato da: Svitlana Velhush

Nelle acque di un'antica vasca sotto Chartres gli archeologi si sono imbattuti inaspettatamente in frammenti di statue che raramente si conservano in questo angolo della Gallia. I ritrovamenti del 2026 nel santuario di Saint-Martin-au-Val hanno riportato in vita uno dei più grandi complessi religiosi di epoca romana.

Gli scavi sono ripresi in estate dopo una pausa di quattro anni. Gli studiosi si sono concentrati sul complesso monumentale della fontana, legato a un edificio dedicato ad Apollo. La vasca centrale si è rivelata profonda più di due metri, rivestita di marmo bianco e dotata di una piattaforma con gradini, una balaustra e un sistema di tracimazione.

Una simile complessa idraulica, a quanto pare, serviva non solo per l'effetto scenografico, ma anche per le abluzioni rituali prima dell'ingresso nel santuario. I visitatori potevano scendere verso l'acqua, purificarsi e poi avvicinarsi all'edificio di culto. Una configurazione del genere non ha ancora paralleli diretti nell'Impero romano.

La sorpresa principale sono stati i numerosi frammenti di statue e rilievi estratti dalla vasca e dai suoi dintorni. Le figure, a giudicare da tutto, raffiguravano scene mitologiche e un tempo decoravano la facciata sopra il bacino principale. A Chartres la scultura romana è estremamente rara, perciò ogni dettaglio acquista un valore particolare.

Il santuario occupava più di dieci ettari e poteva accogliere migliaia di pellegrini durante le festività. Costruito tra la fine del I e l'inizio del II secolo della nostra era, sorgeva presso le mura dell'Autricum romano, il predecessore dell'attuale Chartres. Lo stato di conservazione del monumento è sorprendente: qui sono già stati trovati resti di un soffitto ligneo sospeso, e ora interi gruppi di decorazione scultorea.

Queste scoperte permettono di capire meglio come i Romani e i Galli combinassero architettura, acqua e mito in un unico spazio rituale. L'acqua qui non era semplice ornamento, ma parte attiva del sacro rito, collegando il terreno e il divino.

Gli scavi successivi mostreranno come esattamente la piattaforma, la vasca e le sculture funzionassero insieme. Già ora è chiaro che Saint-Martin-au-Val resta un vero laboratorio a cielo aperto per lo studio della vita religiosa della Gallia romana.

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Fonti

  • Rare Roman sculptures discovered at vast ancient sanctuary in Chartres

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