La startup britannica BioOrbit ha completato con successo una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale. L'azienda ha inviato in orbita la piattaforma Baby BOX-E per la produzione di cristalli proteici in condizioni di microgravità.
Il lancio è avvenuto a maggio 2026 con un razzo SpaceX dal Kennedy Space Center. L'apparecchiatura ha trascorso circa sei settimane sulla ISS. Di conseguenza è stato possibile ottenere i più grandi volumi odierni di cristalli proteici cresciuti nello spazio.
L'obiettivo del progetto è creare farmaci contro il cancro che possano essere somministrati autonomamente a casa, anziché in ospedale per via endovenosa. In microgravità i cristalli si formano in modo più omogeneo e stabile rispetto alla Terra. Questo apre la strada a farmaci concentrati e di facile utilizzo.
La missione si è svolta sullo sfondo di investimenti record: BioOrbit ha raccolto £9,8 milioni di finanziamento seed. Si tratta della somma più ingente per una startup attiva nella produzione farmaceutica nello spazio.
Le fondatrici dell'azienda sono la scienziata dottoressa Katie King e l'oncologa dottoressa Leonor Teles. Dal 2023 BioOrbit è sostenuta dal programma ESA BIC UK con la partecipazione di STFC. L'azienda sviluppa tecnologie per una futura fabbrica farmaceutica orbitale.
Secondo le stime di BioOrbit, un simile approccio potrebbe ridurre i costi di somministrazione dei farmaci fino al 90 %. Si tratta di un mercato delle terapie anticorpali del valore di circa £1 trilioni. I pazienti, soprattutto nelle zone remote o con un sistema immunitario indebolito, potranno ricevere le cure senza frequenti visite in clinica.
Katie King ha osservato: «Questa missione segna l'inizio di una nuova era nella produzione di farmaci. Vogliamo trasferire la cura del cancro dalla stanza d'ospedale alla casa».
Nel frattempo BioOrbit continua a lavorare per scalare la tecnologia. I prossimi passi includono la lavorazione dei cristalli sulla Terra e la preparazione a missioni produttive di maggiore scala.



