Sul versante orientale dell'altopiano di Saqqara gli archeologi si sono nuovamente imbattuti in tracce che collegano le prime dinastie egizie al fulgore del Nuovo Regno. Una missione congiunta egiziano-giapponese, sotto la guida del Consiglio supremo delle antichità e dell'Università di Kanazawa, ha scoperto quattro tombe e più di dieci sepolture, databili rispettivamente alla fine della Seconda e all'inizio della Terza dinastia e alla Diciottesima dinastia.
Due mastabe in mattoni crudi e due tombe rupestri risalgono alla soglia del III millennio a.C. Una di esse si trova presso il margine della parte settentrionale dell'altopiano ed è dotata di un ingresso rinforzato in calcare che conduce alla camera funeraria. Accanto sono stati trovati un piatto in alabastro, un vaso cilindrico e un sigillo in calcare: oggetti che, a quanto pare, accompagnavano il rito funebre di quei tempi lontani.
Nella stessa stagione la missione ha ripulito e in parte restaurato una catacomba greco-romana, scoperta negli anni precedenti. Durante i lavori sono emersi resti umani mummificati, modellini in terracotta di cappelle funerarie, frammenti di raffigurazioni di Iside e Afrodite, pezzi di sarcofagi lignei e ceramiche. Questi ritrovamenti completano il quadro del plurisecolare utilizzo della necropoli.
Secondo il segretario generale del Consiglio supremo delle antichità Mohamed Ismail Khaled, la scoperta indica che il cimitero di Saqqara si estendeva più a nord di quanto si ritenesse in precedenza. Le sepolture della Diciottesima dinastia confermano che, dopo la cacciata degli hyksos e il ritorno di Menfi allo status di capitale, Saqqara tornò a essere luogo di riposo dell'élite del Nuovo Regno.
Il responsabile della parte giapponese della spedizione, Nozomu Kawai, ha osservato che i lavori proseguiranno nella prossima stagione. Gli studiosi contano di ricavare maggiori informazioni dalle aree non ancora aperte. Il ministro del Turismo e delle Antichità Sherif Fathy ha sottolineato il contributo delle missioni congiunte alla divulgazione della storia della civiltà egizia.
Saqqara, dove sorge la prima piramide a gradoni di Djoser, da tre millenni funge da specchio in cui si riflettono i mutamenti di epoche, credenze e strutture sociali. Ogni nuova sepoltura aggiunge un tocco al ritratto di una società in cui la preparazione all'aldilà non era un'idea astratta, ma una preoccupazione quotidiana.
Ogni nuova scoperta a Saqqara ricorda che lo studio attento degli strati del passato aiuta a comprendere meglio come persone di epoche diverse cercassero un senso nella finitezza della vita.

