Nel centro dello stato di Victoria più di 65 mila ettari di foreste hanno ottenuto lo status di parchi nazionali: è il più grande ampliamento delle aree protette degli ultimi quindici anni. Il parlamento aveva approvato la legge già a novembre dell'anno 2025, e all'inizio di ottobre dell'anno 2026 essa è entrata in vigore, istituendo il Mount Buangor, i Pyrenees e il più grande di tutti, il Wombat-Lerderderg National Park.
Queste foreste sono la casa di centinaia di specie rare e in via di estinzione: grandi possum volanti, gufi potenti, ornitorinchi, scinchi di montagna, ratti marsupiali dalla coda a pennello e la Mount Cole grevillea, in pericolo critico. Lo status permanente di parco nazionale significa che il disboscamento e lo sfruttamento industriale sono qui vietati per sempre. Per un continente che ha perso più specie di mammiferi di qualsiasi altro nell'era moderna, simili tratti di foresta continua diventano un vero e proprio argine contro l'ulteriore perdita di biodiversità.
Dietro questa decisione ci sono anni di lavoro di organizzazioni civiche: la Victoria National Parks Association, Wombat Forestcare e la Wilderness Society. Esse hanno preparato dettagliati rapporti ecologici che hanno convinto il governo ad avviare un'indagine e a sostenere la creazione dei parchi. Ora Parks Victoria, insieme ai popoli indigeni — Dja Dja Wurrung, Wadawurrung e Wurundjeri — elaborerà i piani di gestione per i prossimi dodici mesi.
I nuovi parchi non solo conservano la natura, ma aprono anche opportunità per il turismo e il tempo libero: escursioni a piedi, campeggio, percorsi ciclabili. Le comunità locali ottengono posti di lavoro, e gli abitanti dello stato accedono ad angoli incontaminati dove osservare la vita del bosco nel suo ritmo naturale.
Iniziative simili dimostrano che gli sforzi costanti della società civile, fondati su dati scientifici, possono trasformare territori vulnerabili in rifugi sicuri per la fauna selvatica.


