Di fronte al crescente numero di eventi meteorologici estremi, gli scienziati americani propongono agli agricoltori non solo nuove varietà, ma un modello di agricoltura completamente diverso. Il grano perenne Kernza è in grado di risanare radicalmente i suoli impoveriti e rendere i raccolti immuni a siccità e piogge distruttive.
L'agricoltura tradizionale, che fornisce all'umanità grano, mais e riso, si basa su colture annuali. Ogni anno gli agricoltori sono costretti ad arare i campi, seminare, concimare e raccogliere, dopo di che il terreno rimane nudo. Questo ciclo ha un alto costo ecologico: il suolo perde la sua struttura, il carbonio viene rilasciato nell'atmosfera e lo strato fertile superficiale viene facilmente distrutto dal vento e dall'acqua.
Ma potrebbe esserci una soluzione fondamentale a questo problema, che è già stata testata e implementata negli Stati Uniti.
Il segreto sotto terra: perché Kernza cambia le regole del gioco
Kernza è un'erba selvatica coltivata agropiro intermedio (Thinopyrum intermedium). A differenza del grano normale, che deve essere seminato ogni anno, la Kernza è una pianta perenne. Dopo il raccolto non muore, ma continua a crescere, formando una fitta copertura verde che protegge il terreno tutto l'anno.
Tuttavia, il segreto principale del miglioramento del suolo non è in superficie, ma in profondità.
L'apparato radicale del grano normale penetra nel terreno per un massimo di 1–1,5 metri. Le radici della Kernza possono raggiungere una profondità fino a 3,5–4,5 metri. Questa gigantesca rete sotterranea funziona contemporaneamente come una pompa naturale e un'armatura:
- Accumulo di sostanza organica: Morendo e ricrescendo, le radici lasciano nel terreno una grande quantità di sostanza organica, fertilizzando e strutturando naturalmente il suolo.
- Sequestro del carbonio: La pianta perenne agisce come una potente spugna, pompando anidride carbonica dall'atmosfera in profondità nel suolo e aiutando a combattere l'effetto serra.
Doppio scudo contro il clima estremo
È proprio il profondo apparato radicale che rende la Kernza la risposta ideale ai due principali flagelli del clima moderno: siccità e piogge anomale.
- Resistenza alla siccità: Quando lo strato superficiale del suolo si secca e le colture annuali iniziano a morire per mancanza d'acqua, la Kernza continua a nutrirsi dalle falde acquifere profonde. Le sue radici raggiungono l'acqua dove le radici del grano normale non arrivano.
- Protezione da piogge torrenziali e inondazioni: Le precipitazioni estreme, che colpiscono sempre più spesso le regioni agricole, dilavano lo strato superficiale del suolo (erosione) e trascinano i fertilizzanti nelle falde acquifere. Il fitto tappeto erboso e le radici intrecciate della Kernza tengono saldamente insieme il terreno. Durante i nubifragi, l'acqua non scorre in torrenti impetuosi distruggendo i campi, ma si assorbe come in una spugna, trattenendo l'umidità per i successivi periodi di siccità.
Dal laboratorio alla tavola del consumatore
Per molto tempo i cereali perenni sono stati considerati fantascienza, poiché i selezionatori non riuscivano a far sì che le erbe selvatiche producessero chicchi abbastanza grandi e abbondanti. Tuttavia, negli ultimi anni, l'Istituto per la Terra ha fatto enormi progressi.
Oggi la Kernza non è più solo un esperimento nei campi sperimentali. Il chicco viene utilizzato con successo a livello commerciale. Da esso si produce una farina ricca di proteine e fibre, con un basso indice glicemico. Sul mercato sono già comparsi pasta, cracker, fiocchi e persino birra artigianale prodotta con la Kernza. Marchi eco-friendly e grandi aziende alimentari acquistano attivamente questo cereale per ridurre la propria impronta di carbonio.
Le sfide del futuro
Nonostante gli evidenti vantaggi ecologici, la principale sfida agronomica per la Kernza è la resa. Attualmente è notevolmente inferiore a quella del grano tradizionale. Tuttavia, i selezionatori utilizzano sia metodi classici di incrocio sia moderne tecnologie genomiche per aumentare ogni anno la dimensione del chicco e la resa complessiva della coltura.
Risonanza in Europa e nel mondo
Agricoltori ed ecologisti europei seguono con attenzione gli sviluppi americani. Nell'ambito del Green Deal europeo, l'UE si pone obiettivi ambiziosi per ridurre l'uso di pesticidi e ripristinare la biodiversità. L'introduzione di colture perenni come la Kernza potrebbe diventare un elemento chiave della strategia europea per un'agricoltura sostenibile e climaticamente neutra.
Il passaggio dai cereali annuali a quelli perenni non è solo la sostituzione di una pianta con un'altra. È un cambio di paradigma dell'agricoltura: dallo sfruttamento della natura al suo ripristino, dove l'agricoltore ottiene un raccolto senza danneggiare la terra, ma aiutandola a guarire.




