Un passo avanti rispetto alle parole: come intuiamo le intenzioni gli uni degli altri

Autore: Elena HealthEnergy

Un passo avanti rispetto alle parole: come intuiamo le intenzioni gli uni degli altri-1
La rete luminosa della comprensione

«Che cosa pensa di me? E come si comporterà se indovina ciò che voglio?» Domande simili sorgono nelle trattative, nelle conversazioni tra amici e persino attorno al tavolo di famiglia. Ci mettiamo mentalmente al posto dell'altra persona e poi proviamo a immaginare come lei vede noi. In psicologia questa capacità è chiamata mentalizzazione, o «teoria della mente».

Uno studio pubblicato il 10 ottobre 2026 su Nature Communications, mostra un risultato curioso: le persone con lesioni focali della corteccia prefrontale mediale conservavano la capacità di ragionare in modo complesso sui pensieri di un'altra persona in un gioco sociale strategico. Questa area si trova sulla superficie interna dei lobi frontali ed è da tempo considerata un importante attore della cognizione sociale.

I ricercatori hanno confrontato partecipanti con lesioni di quest'area, pazienti con lesioni di altre zone del cervello e persone senza tali lesioni. I partecipanti del primo gruppo ricevevano un compenso paragonabile e utilizzavano strategie di mentalizzazione simili. Tuttavia, per prendere decisioni impiegavano più tempo. Secondo la modellizzazione computazionale, erano inclini ad accumulare più prove prima della scelta finale. Gli autori ipotizzano che la corteccia prefrontale mediale sostenga le decisioni strategiche, mentre la capacità indagata di ragionare sui pensieri altrui può conservarsi in caso di sua lesione.

Qui sorge un paradosso scientifico. Quando un'area del cervello è attiva durante un determinato compito, è naturale supporre che sia proprio essa a garantire la capacità corrispondente. Tuttavia, partecipazione e insostituibilità sono proprietà diverse. Si può immaginare un'orchestra: il suono di uno strumento si sente distintamente, mentre la melodia è sostenuta dall'interazione di molti musicisti. Gli studi sulle lesioni aiutano a chiarire quali componenti del lavoro comune dipendono da una specifica area.

Nella vita quotidiana, capire un'altra persona a volte sembra quasi telepatico. Uno sta ancora cercando le parole, e l'altro già completa la sua frase. Una tale coincidenza suscita meraviglia: come facciamo a cogliere il pensiero prima che sia stato pronunciato?

La comunicazione ha moltissimi indizi sottili: l'intonazione, l'espressione del viso, la direzione dello sguardo, le pause e la storia condivisa della relazione. Conoscere una persona aiuta a prevederne le reazioni, e le intuizioni felici possono creare la sensazione di un accesso diretto ai pensieri altrui. Al tempo stesso, la fiducia nella propria intuizione e la sua accuratezza meritano un'attenzione particolare: a volte ci sembra di aver capito perfettamente l'interlocutore, anche se lui dava alle parole un significato del tutto diverso.

La telepatia come presunta trasmissione di pensieri al di fuori dei canali di comunicazione noti è una questione di ricerca a sé. Nel lavoro descritto non è stata verificata. Anche la conservazione della mentalizzazione dopo una lesione di un'area del cervello non costituisce di per sé una prova di tale trasmissione: per verificarla servirebbero esperimenti speciali che escludano i normali modi di scambio delle informazioni.

I risultati dello studio riguardano un determinato compito di gioco. La comprensione quotidiana delle persone comprende molto di più: il riconoscimento delle emozioni, il senso del tatto, la compassione, l'interpretazione degli accenni. Estendere le conclusioni a tutto questo spettro richiede ulteriori ricerche. Anche una possibile compensazione da parte di altri sistemi cerebrali resta una questione da verificare.

Per aiutare le persone con lesioni cerebrali è importante la stessa impostazione della domanda: quali capacità si sono conservate e a quali condizioni la persona può servirsene? La riuscita della risposta e il tempo necessario per essa meritano un'attenzione particolare. Una pausa prima della decisione può coesistere con la capacità conservata di tenere conto del punto di vista altrui.

Il nuovo lavoro precisa le idee su come è organizzato il pensiero sociale.

La domanda successiva è: quali connessioni permettono di conservare la comprensione dell'altra persona quando una parte del sistema è danneggiata? La risposta aiuterà a comprendere più a fondo la capacità grazie alla quale una conversazione diventa l'incontro di due mondi interiori.

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Fonti

  • Preserved higher-order mentalising during strategic interactions after medial prefrontal cortex damage (Nature Communications, 10 October 2026)

  • Preserved higher-order mentalising during strategic interactions after medial prefrontal cortex damage (reference PDF)

  • Dorsomedial and ventromedial prefrontal cortex lesions differentially impact social influence and temporal discounting (PMC)

  • Brain Lesions Heighten Impulsivity and Social Influence — Neuroscience News

  • Neuroscience articles within Nature Communications

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