Scienziati di Stanford hanno scoperto che le cellule immunitarie provenienti dal sangue penetrano attivamente nel cervello umano con l'avanzare dell'età. Questo fenomeno si verifica già nella mezza età e altera le precedenti convinzioni secondo cui il cervello rimarrebbe isolato dal sistema immunitario dell'organismo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha dimostrato che le cellule derivanti dal midollo osseo possono trasformarsi in microglia, cellule immunitarie specializzate del cervello. In precedenza si riteneva che la microglia si rinnovasse solo all'interno del cervello e non ricevesse rinforzi dall'esterno.
«Generalmente pensiamo al cervello come a un sistema chiuso», afferma Julia Belk, prima autrice dello studio e post-dottoranda presso la Stanford School of Medicine. «Si è scoperto che, durante il processo di invecchiamento, un numero considerevole di cellule immunitarie penetra nel cervello».
Il team, guidato da Siddhartha Jaiswal e Howard Chang, ha utilizzato campioni di tessuto cerebrale e sanguigno provenienti dallo Stanford Rapid Autopsy Program e dal Washington University Alzheimer's Disease Sequencing Project. Confrontando le mutazioni somatiche nel DNA, i ricercatori hanno rintracciato l'origine delle cellule e confermato la loro provenienza "ematica".
Questo processo non è stato osservato nei topi e nei primati; sembra essere una caratteristica unica dell'invecchiamento umano. La scoperta solleva una domanda: in che modo l'anamnesi delle cellule staminali ematopoietiche influenza il rischio di malattie neurodegenerative?
Gli scienziati vedono in questa scoperta nuove prospettive terapeutiche. È ora possibile sviluppare strategie in cui le cellule immunitarie periferiche combatteranno miratamente le placche amiloidi e tau. La ricerca ha ricevuto il supporto della Knight Initiative for Brain Resilience presso il Wu Tsai Neurosciences Institute.
I risultati indicano che la salute del midollo osseo e dell'emopoiesi può influire direttamente sullo stato del cervello in età avanzata. Ciò apre una nuova direzione nello studio dell'invecchiamento e delle malattie neurodegenerative.

