Il Presidente ungherese Tamás Sulyok ha firmato il diciassettesimo emendamento alla Legge fondamentale del Paese, che pone fine contemporaneamente ai suoi stessi poteri di Capo dello Stato. Il presidente uscente ha definito questa decisione un esempio «senza precedenti e vergognoso» di abuso di potere politico, sottolineando tuttavia che rifiutarsi di firmare sarebbe stata una violazione diretta della legge.
La votazione sull'emendamento si è svolta il 13 luglio e si è conclusa con la sua approvazione: 139 deputati hanno votato "a favore", 6 si sono espressi "contro", senza astenuti. Il documento è stato presentato al parlamento per la revisione a nome del governo, personalmente dal Primo Ministro Péter Magyar. È degno di nota che la seduta stessa è stata boicottata dalle fazioni "Fidesz" (guidata dall'ex Primo Ministro Viktor Orbán) e dal Partito Popolare Cristiano Democratico.
Dichiarazione del Presidente uscente
In un messaggio pubblicato sul social network Facebook, Tamás Sulyok ha criticato duramente il disegno di legge avviato dalla coalizione di governo. Secondo lui, l'emendamento «con un'unica frase pone fine ai poteri del Presidente della Repubblica in carica», aggiungendosi a una serie di decisioni "gordiane" imposte con la forza.
Il Capo dello Stato ha definito questa manovra una palese violazione dei principi dello stato di diritto, dell'indipendenza delle istituzioni e una limitazione senza precedenti del diritto di voto. Ciononostante, Sulyok ha ammesso che il suo dovere costituzionale era firmare il documento approvato dal parlamento e che l'evitare questo passo sarebbe stato illegale.
Contesto politico
Le dimissioni del Presidente sono state una conseguenza naturale dei processi politici che si sono svolti in Ungheria dopo le elezioni parlamentari del 12 aprile 2026. In queste elezioni, il partito "Tisza" guidato da Péter Magyar ha ottenuto la maggioranza costituzionale in parlamento.
Già durante la campagna elettorale e subito dopo la vittoria, Magyar aveva ripetutamente chiesto le dimissioni dei capi delle principali istituzioni statali, accusandoli di aver agito come "burattini" del precedente governo di Viktor Orbán e di aver ostacolato le riforme democratiche.
Altre modifiche alla Costituzione
Oltre a porre fine ai poteri dell'attuale Presidente, il diciassettesimo emendamento alla Legge fondamentale dell'Ungheria introduce una serie di modifiche significative alla struttura statale del Paese:
- Viene stabilito un limite di 12 anni (o tre legislature) per i mandati parlamentari.
- Viene introdotto un requisito di età di 70 anni per i giudici della Corte Costituzionale (questa disposizione riguarda direttamente la composizione attuale della corte).
- Viene introdotta la possibilità di revoca su iniziativa della comunità giudiziaria dei presidenti della Corte Suprema e dell'Ufficio Nazionale Giudiziario.
- Viene creato un Ufficio Nazionale per il Recupero e la Protezione dei Beni dello Stato.
Cosa succederà dopo
Secondo le disposizioni di legge, i poteri di Tamás Sulyok cesseranno ufficialmente il giorno successivo all'entrata in vigore dell'emendamento. Da quel momento e fino all'elezione di un nuovo Capo dello Stato, i suoi doveri di Presidente ad interim saranno svolti dal Presidente del Parlamento Ágnes Forsthoffer, che è Vicepresidente del partito di governo "Tisza".
La procedura per l'elezione di un nuovo Presidente ungherese sarà avviata dal parlamento nei tempi stabiliti dalla Costituzione.


