Al largo dell'isola canadese di Anticosti, in settembre dell'anno 2026, i ricercatori hanno fotografato una coppia di balene franche nordatlantiche e solo dopo settimane di analisi delle fotografie è emerso chiaramente che si trattava di un cucciolo precedentemente sconosciuto. La madre, una femmina di 38 anni di nome Silt, ha già dato alla luce la sua prole per la sesta volta, ma questo piccolo era sfuggito all'attenzione degli scienziati durante i censimenti invernali lungo la costa sud-orientale degli Stati Uniti. Ora il numero complessivo di neonati registrati nella stagione ha raggiunto 24, il valore più alto dal 2009.
La popolazione di Eubalaena glacialis conta circa 380 individui e continua a diminuire dal 2010. Ogni nuova vita qui è particolarmente preziosa: nel branco restano solo circa 70 femmine riproduttivamente attive. Il cucciolo, del peso di circa sette tonnellate, è venuto alla luce, a quanto pare, in febbraio, ma la madre è riuscita a evitare le rotte standard di osservazione. Tali «omissioni» sono rare: grazie all'ampia fotocatalogazione gli scienziati di solito registrano quasi tutti i neonati.
La scoperta è stata fatta dagli specialisti dell'organizzazione no-profit Mingan Island Cetacean Study nel golfo di San Lorenzo. Le fotografie sono state inviate al Anderson Cabot Center for Ocean Life dell'Acquario della Nuova Inghilterra, dove le immagini sono state confrontate con la banca dati e si è confermato che si tratta davvero di un nuovo membro della popolazione. Gli scienziati osservano che Silt ha già sopravvissuto a diversi impigliamenti negli attrezzi da pesca, e la sua capacità di portare a termine con successo la gravidanza e di allevare i cuccioli appare particolarmente preziosa.
La stagione 2025–2026 è stata la quarta per risultati in tutta la storia delle osservazioni. Dopo un periodo di declino, quando la popolazione ha perso circa un quarto degli individui, gli ultimi anni portano un cauto ottimismo. Tuttavia la sopravvivenza della specie dipende ancora dalla riduzione della mortalità dovuta alle collisioni con le navi e agli impigliamenti negli attrezzi, nonché dalla conservazione delle aree di alimentazione nelle fredde acque dell'Atlantico.
Ogni cucciolo «passato inosservato» ricorda quanto la natura sia fragile e al tempo stesso resiliente: anche in condizioni di forte pressione l'uomo può accidentalmente mancare la nascita di una nuova vita, ma quella nascita avviene comunque e offre una possibilità di continuare la specie. Scoperte simili dimostrano che le osservazioni sistematiche e la cooperazione internazionale degli scienziati restano strumenti chiave per la protezione delle specie rare.

