Coro di elefanti: l'IA aiuta a decifrare i segnali a bassa frequenza dei giganti africani

Modificato da: Svitlana Velhush

Nelle savane del Kenya gli elefanti africani emettono spesso dei bassi barriti, quasi impercettibili all'uomo, che si sovrappongono gli uni agli altri formando una sorta di coro. Un nuovo studio dimostra che questi suoni collettivi non sono un rumore casuale, bensì messaggi di gruppo coordinati, che veicolano informazioni aggiuntive sul comportamento e sui legami all'interno della famiglia.

Gli scienziati hanno analizzato 902 registrazioni di barriti di elefanti selvatici della savana nel parco nazionale di Amboseli, raccolte dal 1986 al 2022 anno. I suoni sono stati registrati in sei contesti sociali: dai segnali «calmanti» delle femmine verso i piccoli ai barriti «di saluto» negli incontri e a quelli «cadenzati» durante il pasto o il movimento lento. L'apprendimento automatico ha contribuito a individuare regolarità che prima sfuggivano all'attenzione dei ricercatori.

L'algoritmo prevedeva le azioni degli elefanti dai barriti corali meglio di un'indovinare casuale, pur commettendo errori. In alcune situazioni, inoltre, i singoli barriti all'interno del coro diventavano acusticamente simili — un fenomeno che ricorda come le persone, in una conversazione, inizino a fare proprie le intonazioni dell'interlocutore. Questa «convergenza vocale» è stata osservata nei segnali di contatto, cadenzati e di saluto e, probabilmente, aiuta la famiglia a coordinare meglio le azioni comuni.

Il coro, dunque, non reca soltanto informazioni su chi fa cosa, ma anche uno strato più sottile di informazioni, inaccessibile quando si analizzano suoni isolati. Questa scoperta sottolinea quanto sia complessa la vita sociale degli elefanti e quanto strettamente si intreccino la loro comunicazione e il loro comportamento nel gruppo.

Lo studio è pubblicato su Scientific Reports e si inserisce in una serie crescente di lavori in cui l'intelligenza artificiale aiuta a studiare i suoni degli animali — dalle balene e dalle scimmie ai corvi. È importante che il metodo permetta di lavorare con dati già raccolti, senza disturbare le popolazioni selvatiche.

Comprendere questi segnali apre la strada a un monitoraggio più preciso dello stato dei gruppi e, forse, a una migliore protezione degli habitat in cui gli elefanti continuano a comunicare nella loro antica lingua.

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Fonti

  • African elephants often produce choruses of low-pitched rumbles. Now scientists are using AI to decode the joint vocalizations

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