A settembre 2026 la Russia lancia il mercato regolamentato delle criptovalute, e Sber ha già calcolato i primi frutti: 3,5–4 trilioni di rubli, ovvero circa 46 miliardi di dollari, di volume di scambi su piattaforme autorizzate in un anno. La cifra suona impressionante, finché non la si confronta con il volume totale dell'attività crypto nel paese: circa 18 trilioni di rubli all'anno. Ne risulta che solo un quinto del mercato passerà alle borse regolamentate.
La legge, firmata dal presidente in agosto, consente il trading tramite broker e borse autorizzati. Tuttavia, per gli investitori ordinari è stato stabilito un limite rigido: 300 mila rubli all'anno per ogni intermediario, più un test obbligatorio. All'inizio sono disponibili solo Bitcoin, Ethereum e la stablecoin USDT. Gli altri asset e i consueti schemi P2P rimangono fuori.
Sberbank definisce la sua previsione conservativa: secondo il vicepresidente Anatoly Popov, la maggior parte delle transazioni continuerà a bypassare le piattaforme organizzate. La ragione non è solo nei limiti, ma anche nelle abitudini consolidate. Gli utenti russi per anni hanno fatto affidamento su servizi offshore e trasferimenti diretti, apprezzando la velocità e l'assenza di controlli superflui.
Dietro questa cautela c'è un calcolo più profondo. Lo Stato ottiene uno strumento di supervisione e contabilità fiscale, ma non cerca di eliminare completamente il segmento grigio. Una transizione completa potrebbe creare una pressione eccessiva sul rublo e complicare i percorsi di elusione delle sanzioni. Pertanto, il regolatore lascia una 'finestra' per i canali non regolamentati.
Immaginate un fiume che si cerca di incanalare in un canale stretto: l'acqua troverà una via intorno se le rive sono troppo alte. Così è con il denaro: i limiti rigidi non fermano il flusso, ma lo ridistribuiscono. Entro il 2029, Sber prevede una crescita del volume regolamentato fino a 7,5 trilioni di rubli, ma ciò avverrà solo con un graduale allentamento delle regole e la fiducia dei partecipanti.
Per il cittadino russo comune, la legalizzazione non è tanto un'opportunità di guadagno, quanto un test su quanto lo Stato sia disposto a condividere il controllo sulle finanze private. Per ora, il 80% del mercato rimane nell'ombra, ricordando che il denaro cerca sempre la libertà, anche quando la legge offre ordine.

