Charles Hoskinson: perché la cripto potrebbe «mangiarsi» l'IA

Modificato da: Yuliya Shumai

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Il fondatore di Cardano, Charles Hoskinson, sostiene che nei prossimi cinque-dieci anni la blockchain assorbirà l'intelligenza artificiale così come un tempo la criptovaluta ha inglobato la crittografia. La dichiarazione è stata rilasciata nel podcast Deeptech Insights e ha immediatamente attirato l'attenzione degli investitori, perché non si tratta di una tendenza alla moda, bensì di una ridistribuzione di enormi capitali.

Hoskinson indica la matematica insostenibile dell'attuale boom dell'IA. Le spese per i data center crescono di dieci volte ogni anno, ma le reti energetiche fisicamente non riescono a tenere quel ritmo. Aziende come OpenAI e Anthropic spendono miliardi per il pre-addestramento dei modelli, ma il profitto sostenibile è ancora lontano. Secondo lui, questo ricorda il boom della fibra ottica alla fine degli anni 1990, quando il 90 % dei cavi posati rimase inattivo per quasi un decennio.

Invece di giganteschi centri di elaborazione dati, Hoskinson propone un'infrastruttura distribuita: normali smartphone e GPU degli utenti si uniscono in rete, e la criptovaluta funge da livello di coordinamento. La blockchain risolve tre problemi chiave che l'IA centralizzata affronta male: i pagamenti istantanei tra agenti, regole comuni di allineamento (alignment) e la tracciabilità della provenienza dei dati per il pagamento delle royalty.

Particolarmente spinosa è la questione della governance. Oggi ogni azienda decide da sé cosa considerare comportamento accettabile di un modello. Una rete decentralizzata potrebbe stabilire regole uniche, obbligatorie per tutti i partecipanti, simile a come i protocolli Bitcoin o Ethereum definiscono le regole per tutti i nodi. Non è un semplice dettaglio tecnico: è la questione di chi, alla fine, controllerà i flussi di capitale e di informazione nel mondo degli agenti IA.

Per l'investitore il quadro è questo: mentre i grandi fondi riversano miliardi nei data center centralizzati, soluzioni più economiche e sostenibili possono crescere alla periferia. Il denaro investito in token che garantiscono il coordinamento dell'IA distribuita rischia di rivelarsi vincente, se la previsione di Hoskinson si avvererà. Al tempo stesso, i ritardi normativi — secondo la sua stima il CLARITY Act non passerà prima del 2029 — aggiungono incertezza.

La storia ha già mostrato come la cripto attirasse i migliori specialisti da settori affini, quando comparivano soldi veri. Se l'IA ripeterà questo percorso, allora la questione non è se vincerà la blockchain, ma se l'investitore riuscirà a ristrutturare il portafoglio prima che i giganti centralizzati si scontrino con limiti di energia e di profitto.

In definitiva, il denaro cerca sempre il modo più efficiente di coordinarsi — e la cripto potrebbe diventare proprio quel meccanismo che permetterà all'IA di scalare senza mandare in rovina i sistemi energetici e senza concentrare il potere nelle mani di poche corporation.

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Fonti

  • Charles Hoskinson Predicts Crypto Will Eat AI: What's His Reasoning?

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