Scienziati di Stanford Medicine, utilizzando l'intelligenza artificiale, hanno identificato una molecola naturale, BRP, che agisce sull'appetito e sul peso corporeo in modo simile al semaglutide, ma senza gli effetti collaterali comuni.
BRP è un peptide di 12 amminoacidi derivato dal pro-ormone BRINP2. A differenza di Ozempic, che agisce sui recettori in tutto il corpo, compreso l'intestino e il pancreas, BRP attiva prevalentemente i neuroni nell'ipotalamo, l'area del cervello responsabile della fame e del metabolismo.
Uno studio pubblicato su Nature ha rivelato che l'iniezione di BRP in topi e mini-maiali ha ridotto l'assunzione di cibo del 50% per un massimo di un'ora. Dopo 14 giorni di iniezioni quotidiane, i topi obesi hanno perso in media 3 grammi, quasi esclusivamente sotto forma di grasso, mentre il gruppo di controllo ha aumentato di peso.
Gli animali non hanno mostrato cambiamenti nella mobilità, nell'assunzione di acqua, nel comportamento ansioso o nella frequenza delle feci. I ricercatori non hanno riscontrato segni di nausea o una significativa perdita di massa muscolare, problemi tipici dei farmaci a base di GLP-1.
La scoperta è stata resa possibile da un algoritmo chiamato Peptide Predictor, che ha analizzato 20.000 geni umani e identificato 373 pro-ormoni potenzialmente scindibili dall'enzima prohormone convertase 1/3. Tra i 100 peptidi testati, BRP ha mostrato l'effetto più forte sull'attività delle cellule simili a neuroni, con un aumento di dieci volte rispetto al controllo.
Cosa rende BRP particolarmente interessante per la ricerca futura? La molecola agisce attraverso un percorso metabolico diverso dal semaglutide, e gli scienziati stanno già pianificando studi clinici sull'uomo attraverso la società Merrifield Therapeutics, co-fondata dall'autrice principale Katherine Svensson.
Sebbene i risultati siano attualmente limitati a modelli animali, l'azione mirata di BRP sull'ipotalamo offre speranza per un controllo del peso più preciso senza gli effetti sistemici dei farmaci esistenti.

