16 settembre 2026, la testata Rest of World ha pubblicato un'analisi delle strategie dei paesi del Sud globale nel campo dell'intelligenza artificiale. Gli Stati, dall'America Latina al Sud-est asiatico e al Medio Oriente, separano deliberatamente gli acquisti: chip americani per l'infrastruttura e modelli aperti cinesi per lo sviluppo dei sistemi. Un simile approccio consente di mantenere il controllo sui dati ed evitare una dipendenza totale da una sola superpotenza.
L'Arabia Saudita ha lanciato il modello Humain-m3 sulla base del sistema aperto dell'azienda cinese MiniMax. Allo stesso tempo, il regno investe miliardi nell'infrastruttura attraverso accordi con Nvidia. Il Brasile ha suddiviso 444 milioni di dollari: 255 milioni sono destinati a un supercomputer con Huawei e iFlytek, mentre 189 milioni a una gara con Nvidia. Il presidente Lula da Silva ha sottolineato che l'obiettivo è non dipendere da una sola azienda o paese e rafforzare la sovranità sui dati.
L'Egitto sta valutando le proposte di Huawei per la costruzione di data center accanto ai progetti di Nvidia. La Malaysia sta esaminando gli acceleratori Huawei Ascend 910C per la propria iniziativa sovrana nell'IA, nonostante gli avvertimenti degli Stati Uniti. Questi esempi mostrano che i paesi scelgono i componenti in base a criteri tecnici ed economici, non a indicazioni geopolitiche.
I chip americani restano insostituibili nel segmento dei semiconduttori avanzati, delle apparecchiature di rete e dell'infrastruttura cloud. I modelli aperti cinesi, al contrario, offrono alternative accessibili per l'addestramento e il fine-tuning, soprattutto quando il budget è limitato. Un simile ibrido riduce i rischi: i dati restano sotto il controllo nazionale e i modelli possono essere adattati alle lingue e alle esigenze locali senza trasferire informazioni sensibili all'estero.
La metodologia di separazione dei progetti consente di testare le prestazioni di stack diversi su compiti reali. In Arabia Saudita la base cinese ha mostrato i risultati migliori per la lingua araba, il che ha determinato la scelta. Il Brasile conduce gare parallele per confrontare efficienza e costo. Un simile approccio empirico offre un quadro più preciso delle dichiarazioni politiche.
Gli Stati Uniti cercano di costruire alleanze come Pax Silica e l'iniziativa U.S.-ASEAN AI Spark, offrendo sostegno finanziario e tecnico. La Cina promuove WAICO, un'organizzazione aperta orientata alla cooperazione e alle norme. Tuttavia, molti paesi, tra cui Singapore e il Kazakistan, partecipano a entrambe le strutture, dimostrando la riluttanza a scegliere una parte.
Gli esperti osservano che costringere a scegliere una parte produce l'effetto opposto. Persino gli alleati degli Stati Uniti in Europa stanno rivedendo la dipendenza dalle tecnologie americane. I paesi del Sud globale vi vedono un'opportunità per mantenere flessibilità e indipendenza, lavorando con entrambi i fornitori.
Le aziende cinesi competono attivamente a livello di infrastruttura, offrendo chip Ascend e soluzioni cloud. Le imprese americane mantengono il vantaggio negli acceleratori più avanzati. Il divario nelle prestazioni si sta progressivamente riducendo, il che rende le opzioni cinesi sempre più attraenti per i progetti con budget limitato.
La scelta strategica del Sud globale cambia le dinamiche della concorrenza globale. Washington perde leve di influenza là dove i paesi possono permettersi solo modelli aperti cinesi. Pechino ottiene accesso ai mercati senza dover imporre condizioni rigide.
Resta aperta la questione della compatibilità a lungo termine dei sistemi ibridi. Come verranno risolte le questioni di sicurezza, aggiornamenti e trasferimento di conoscenze tra hardware americano e software cinese? Audit indipendenti e benchmark mostreranno quanto sia sostenibile una simile architettura.
Le prossime ricerche si concentreranno probabilmente su casi reali di migrazione dei dati e sulle prestazioni in condizioni di sanzioni o restrizioni all'esportazione. Proprio questi dati determineranno se il modello ibrido diventerà una norma consolidata o un compromesso temporaneo.
I paesi del Sud globale dimostrano che la sovranità tecnologica si raggiunge non con l'isolamento, ma con un'abile combinazione delle migliori soluzioni disponibili.

