In Galizia le donne tessono una rete di semi: la biblioteca Tecelás da Terra custodisce il sapore della terra locale

Modificato da: Svitlana Velhush

Nella biblioteca di O Barqueiro, a Mañón, sul tavolo ci sono bustine di carta con semi di fagioli «fabas do país» — piccoli, con una leggera macchiettatura bruna, raccolti l'estate scorsa. La donna che li offre ricorda come sua madre scegliesse i baccelli più grandi proprio per questa varietà, perché solo questa dà un sapore denso, quasi di nocciola, dopo una lunga cottura a fuoco lento.

La Galizia — terra di piccoli campi, suoli acidi e piogge frequenti — ha custodito per secoli le proprie varietà proprio grazie a mani come queste. Il clima qui non permette agli ibridi commerciali di esprimersi come le varietà locali: l'estate fresca e l'aria umida rendono i semi più resistenti ai funghi e il sapore più intenso. Le «fabas do país» o i peperoni locali non si ritrovano in altre regioni, perché il loro adattamento a specifici pendii e venti è stato tramandato di generazione in generazione.

Dietro il progetto Tecelás da Terra ci sono tre donne: Tania Merelas Iglesias di Avezar e Rafaela Teijeiro Veiga con Noelia Darriba García della cooperativa AtalaiAS. Provengono dalla pedagogia sociale e dall'ecofemminismo, ma hanno visto nei semi un modo per restituire alle donne della Galizia rurale il loro ruolo storico di custodi dei saperi. Il progetto ha ricevuto il premio Luisa Villalta nel 2025 e ha iniziato ad aprire le prime biblioteche dei semi proprio a Mañón, Cedeira e Betanzos.

In queste biblioteche non si prendono libri in prestito — si prendono semi. Una persona porta via una bustina, la pianta nel proprio appezzamento e in autunno restituisce una parte del raccolto. Così si conservano non solo le varietà, ma anche il legame tra le persone e la terra che l'agricoltura industriale sta progressivamente spezzando. Già ora circolano più di trenta specie locali, tra cui fagioli rari ed erbe aromatiche che stanno scomparendo a causa dell'esodo dei giovani dai villaggi.

Oggi il progetto affronta diverse minacce insieme: la diffusione delle colture transgeniche, la perdita dei saperi antichi e i cambiamenti climatici che alterano i consueti cicli di semina. Le donne organizzano i «cerchi delle seminatrici» — incontri in cui si condividono non solo i semi, ma anche le pratiche di cura che non sono scritte in nessun manuale. Non è nostalgia, ma un modo pratico per rafforzare la sovranità alimentare di un piccolo territorio.

Le prime biblioteche sono già attive nelle biblioteche comunali di O Barqueiro, Cedeira e Betanzos. Si può andare senza tessera: basta portare i propri semi o semplicemente ascoltare le donne del posto che raccontano la storia di ogni bustina. Il momento migliore è la primavera, quando inizia lo scambio prima della nuova stagione.

In ognuna di queste bustine è racchiusa non solo la possibilità di coltivare un ortaggio, ma un'intera catena di sapori e ricordi che scomparirebbero se si interrompesse il passaggio dei semi di mano in mano.

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Fonti

  • Tecelás da Terra, la biblioteca que presta semillas

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