La Cina chiude centinaia di banche: gli investitori in Bitcoin devono preoccuparsi?

Modificato da: Yuliya Shumai

The focus is on proactive government oversight and cleanup, but the deeper reality is that these rural banks are bearing the brunt of over-leveraged local governments and a deflating property market that Beijing is struggling to unwind cleanly. Move along! Nothing to see here.

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In Cina stanno silenziosamente scomparendo centinaia di piccole banche: nell'arco di un anno sono stati chiusi un numero record di 670 istituti, per lo più rurali. Il numero complessivo delle banche si è ridotto a 3139, 23% in meno rispetto a quattro anni fa. Secondo Fitch Ratings, non si tratta di una casualità, ma di una sistematica epurazione degli anelli deboli del sistema finanziario.

La causa sono i crediti deteriorati in crescita. Nelle banche rurali la quota di insolvenze ha raggiunto 2,8%, quasi il doppio della media del settore. Il denaro finiva spesso nel settore immobiliare e in progetti infrastrutturali locali, che ora scricchiolano sullo sfondo del rallentamento economico. La crescita del PIL nel secondo trimestre è scesa a 4,3%, e i nuovi prestiti in yuan a volte sono persino diminuiti.

Gli esperti di Fitch sono convinti che non ci sarà un contagio diffuso. Queste banche operano a livello locale e sono quasi del tutto scollegate dagli altri creditori. Tuttavia, a luglio le autorità di Wuhan hanno preso il controllo della Z-Bank cittadina, con attivi per 124 miliardi di yuan: il primo caso del genere dal 2019. I regolatori proseguono la consolidazione, e Moody's prevede nuove fusioni.

Gli investitori in Bitcoin seguono gli eventi, ma il legame diretto è quasi inesistente. Dal 2021 la Cina continentale ha vietato il trading di criptovalute, e le banche non possono effettuare operazioni con asset digitali. In passato gli shock bancari hanno talvolta spinto al rialzo il prezzo del BTC: nell'arco di una settimana dopo tre dei quattro episodi simili, il corso è salito. Ora Bitcoin viene scambiato intorno ai 85 340 dollari.

La situazione ricorda la potatura di un giardino: si eliminano gli alberi malati perché quelli forti crescano meglio. Per la persona comune è un segnale che il sistema finanziario tradizionale non è eterno e necessita di un controllo costante. Coloro che tengono una parte dei risparmi in Bitcoin vedono in notizie simili una conferma: la diversificazione al di fuori delle banche resta un passo ragionevole, quando le vecchie istituzioni vengono messe alla prova della solidità.

I regolatori cinesi agiscono con durezza, ma in modo mirato. Per i mercati globali questo è piuttosto uno sfondo che un innesco di panico. E per chi pensa alle finanze personali, la lezione è semplice: gli anelli deboli vengono rimossi prima che trascinino con sé gli altri.

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Fonti

  • China is Shutting Hundreds of Banks. Should Bitcoin Investors Be Worried?

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