Al summit TIS2026 di Siviglia più di 8500 professionisti del settore hanno discusso di come l'intelligenza artificiale stia passando da progetti sperimentali a una vera e propria riorganizzazione del settore turistico. Le tecnologie non promettono più soltanto comodità: stanno cambiando la natura stessa dei viaggi, rendendoli al tempo stesso più precisi e, secondo i partecipanti, più umani.
Il cambiamento chiave è l'iperpersonalizzazione. Aziende come Grupo Piñero e Air Europa introducono l'IA per gestire centinaia di migliaia di richieste dei clienti e analizzare i dati. Questo permette di prevedere le preferenze degli ospiti, ottimizzare i processi interni e proporre offerte che prima sembravano impossibili. Tuttavia, gli esperti sottolineano confini rigorosi: la privacy resta il limite principale, e un'eccessiva intrusione nello spazio personale può allontanare il viaggiatore.
Un tema a parte è la comparsa degli agenti AI, che cercano, confrontano e prenotano i viaggi da soli. I rappresentanti di Iberia e Travelier hanno osservato che le aziende devono adattare le proprie offerte: le informazioni devono essere strutturate e comprensibili non solo all'uomo, ma anche all'algoritmo. Per i pacchetti complessi e le esperienze, a quanto pare, il cliente vorrà comunque partecipare alla scelta finale.
Al tempo stesso, i partecipanti al summit sono unanimi: il contatto umano resta il valore principale del turismo. Encarna Piñero di Grupo Piñero e Miguel Reynés di Riu Hotels hanno sottolineato che l'IA è uno strumento, non un sostituto: libera tempo per un'interazione autentica con l'ospite. Senza questo, l'anima del settore scomparirebbe.
Siviglia dimostra l'applicazione pratica: il progetto N.O.D.E. crea un gemello digitale della città per gestire i flussi e lo sviluppo sostenibile. Iniziative analoghe in Aragona mostrano come i dati aiutino a bilanciare il turismo e a preservare i territori. Le tecnologie, dunque, non annullano ma rafforzano la necessità di un approccio consapevole e responsabile ai viaggi.
In conclusione, il TIS2026 ha mostrato che il futuro del turismo è un modello ibrido, in cui gli algoritmi si assumono la routine e l'uomo conserva il ruolo di guida e custode delle emozioni.
