Mario Hernández: i tecnogiganti mascherano i tentativi di controllo sull'IA dietro avvertimenti apocalittici

Modificato da: Svitlana Velhush

Anthropic, OpenAI y xAI pueden ralentizar sus modelos cuando quieran. Incluso apagarlos hoy mismo. El problema es vender esa pausa bajo el disfraz del "bien común" y la "seguridad". Lo que realmente estamos viendo es captura regulatoria clásica: - La frontera tecnológica se

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In un'intervista a EFE, Mario Hernández, presidente del Comitato per le nuove ed emergenti tecnologie digitali del Consiglio d'Europa, ha dichiarato apertamente: le dichiarazioni apocalittiche dei vertici di OpenAI, Anthropic e xAI non sono avvertimenti sinceri, ma una strategia per influenzare i regolatori.

Si tratta di un tentativo di orientare la legislazione europea verso un corso favorevole alle grandi corporation, non della difesa dell'umanità. Hernández sottolinea: non si può permettere a chi ha enormi interessi economici di monopolizzare il racconto sull'intelligenza artificiale.

Professore di diritto costituzionale all'Università Complutense di Madrid e presidente del comitato da aprile 2026, Hernández si batte costantemente per quadri giuridici ed etici rigorosi. La sua posizione si fonda sul primo trattato internazionale giuridicamente vincolante — la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sull'IA, già ratificata dall'UE.

A differenza degli approcci negli Stati Uniti o in Cina, la linea europea pone l'accento sui diritti umani, sul controllo democratico e sulla supervisione umana. Hernández vede nell'IA un «moltiplicatore» di altre tecnologie — dalla medicina al calcolo quantistico —, ma insiste che senza una regolamentazione rigorosa essa può portare a una «anarchia digitale».

Le sue dichiarazioni confermano la linea di lunga data del Consiglio d'Europa: la priorità ai valori della democrazia e ai diritti umani rispetto ai puri interessi commerciali. Non è semplicemente una reazione a un'intervista, ma la continuazione del lavoro sugli strumenti di valutazione dell'impatto dell'IA sui diritti umani, che il comitato già propone alle aziende e agli Stati.

Mentre altri paesi discutono l'adesione alla convenzione, l'Europa continua a sviluppare i propri meccanismi. La posizione di Hernández dimostra che la vera battaglia non è per vietare le tecnologie, ma per stabilire chi determinerà le regole della loro applicazione.

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Fonti

  • Entrevista con Mario Hernández (Consejo de Europa)

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