Nel Bosco di Amsterdam fino al 1 novembre si tiene la mostra d'arte gratuita Het Onzichtbare Zichtbaar («Rendere visibile l'invisibile»). Sette opere rivelano la vita nascosta dell'ecosistema forestale — dalle reti fungine e dagli organismi nel suolo ai cambiamenti ambientali che è impossibile notare a occhio nudo. Il progetto propone di guardare al consueto paesaggio naturale da un altro punto di vista e di scoprire processi che di solito restano fuori dall'attenzione.
La mostra si tiene nell'Amsterdamse Bos per la seconda volta: la sua prima edizione ebbe luogo nel 2025 anno. Quest'anno il percorso comprende sei installazioni artistiche all'aperto e un film documentario The Underground Astronaut. Quasi tutte le opere sono state create appositamente per questo luogo. Sono collocate tra gli alberi nella zona del teatro forestale Bostheater, mentre il film viene proiettato nel centro informativo Boswinkel.
Il tema unificante del progetto sono le connessioni nascoste in natura. Gli artisti si rivolgono alla ricerca scientifica, ai materiali naturali e agli esperimenti sonori per rappresentare processi difficili da vedere direttamente. Il bosco non diventa una scenografia per le opere, ma un ambiente con cui esse sono legate per senso e materiale.
Quando i processi naturali diventano udibili
Nell'installazione Halitus Terrae l'artista Henk Schut utilizza un monumentale megafono di ottone riciclato, sospeso tra gli alberi. Il suono basso si forma sulla base dei dati ecologici raccolti in tempo reale nel Bosco di Amsterdam. I cambiamenti dell'ambiente naturale, che non sempre sono accessibili alla vista, qui diventano parte dell'esperienza sonora.
L'opera richiama l'attenzione sul fatto che il bosco cambia continuamente, anche quando il suo aspetto sembra immobile. I dati, di solito presentati in cifre e grafici, ricevono un'espressione fisica — un suono che si può udire e sentire.
Un altro approccio è presentato nell'opera Het Verstrengelde Lijf di Dasha Tsapenko e Pim van de Noort. Gli artisti hanno creato una struttura vivente di scarti di legno e micelio — la rete dei filamenti fungini. Ai visitatori viene proposto di accomodarsi tra gli elementi dell'installazione e di sentirsi dentro l'immagine delle connessioni sotterranee che partecipano alla vita del bosco.
Qui è importante non solo ciò che è raffigurato, ma anche il modo in cui la persona interagisce con l'opera. Invece dell'osservazione dall'esterno nasce la possibilità di sentire fisicamente lo spazio, costruito intorno all'idea dell'interdipendenza degli organismi viventi.
Il suolo conserva la storia, e il clima lascia tracce
Nell'opera Dust of Time di Sigrid Bannenberg, il suolo è rappresentato come un archivio della storia naturale. Il polline conservatosi in esso permette di studiare i cambiamenti della vegetazione e dell'ambiente lungo un arco di tempo prolungato. Ciò che di solito è percepito come semplice terra sotto i piedi si rivela portatore di informazioni sul passato.
L'artista Sanmin Oh nel progetto Borrowed Skin affronta l'impatto dei cambiamenti climatici sul suolo forestale. Le sculture tessili, che possono servire come costumi indossabili, creano immagini di un ambiente naturale in mutamento. I loro motivi sono legati ai ritmi dell'umidità, della siccità e delle interconnessioni sotterranee.
Nell'installazione Living Soil lo studio di design Inside Outside rende visivamente percepibile la vita del suolo. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con specialisti di diversi ambiti e con gli scienziati di Naturalis, dell'Università di Wageningen e del centro di ricerca Vrije Universiteit Amsterdam. Il linguaggio artistico aiuta qui a rappresentare un ecosistema complesso che di solito resta fuori dal campo visivo.
Un altro modo di cambiare la percezione abituale lo propone Bad in het Bos di Jasper Koopmans. Il visitatore può accomodarsi in una vasca tra gli alberi e ascoltare la storia di un albero antico. L'opera si rifà alla pratica giapponese dei bagni di foresta — lo shinrin-yoku — e propone di percepire il bosco non solo visivamente, ma anche attraverso l'udito, le sensazioni corporee e una pausa nel ritmo consueto.
Il percorso è completato dal film documentario The Underground Astronaut della regista Marleine van der Werf. In esso il biologo evoluzionista Toby Kiers esplora le reti fungine globali e il loro ruolo negli ecosistemi.
L'arte dello sguardo attento
Le opere della mostra offrono modi diversi di avvicinarsi all'invisibile: udire i dati sull'ambiente, sentire la struttura della rete fungina, vedere il suolo come un archivio o immaginare la vita del bosco da un punto di vista diverso da quello umano. I temi scientifici ed ecologici qui non vengono semplicemente illustrati — diventano parte dell'esperienza personale del visitatore.
In questo consiste la particolarità del progetto. Per conoscere le opere bisogna muoversi tra gli alberi, fermarsi, tendere l'orecchio e prestare attenzione ai dettagli. Il visitatore non riceve un'unica spiegazione già pronta della natura, ma incontra diversi modi di percepirla.
La mostra cambia anche lo sguardo sul bosco stesso. Esso appare non solo come un luogo per una passeggiata o per il riposo, ma come un sistema complesso di interconnessioni, in cui l'uomo è soltanto una delle parti. Molti di questi processi esistevano qui anche prima; il percorso artistico aiuta a notarli e a vedere l'ambiente consueto in un nuovo contesto.
Het Onzichtbare Zichtbaar è aperta fino al 1 novembre 2026. Il percorso è gratuito, le opere all'aperto sono accessibili dall'alba al tramonto. Per la passeggiata conviene mettere in conto circa un'ora; la visita al centro informativo Boswinkel, dove si proietta il film e si distribuisce la mappa, porterà il tempo complessivo a circa un'ora e mezza o due ore.
La mostra nel Bosco di Amsterdam mostra come l'arte possa ampliare la percezione senza un cambiamento su larga scala dello spazio circostante. A volte basta guardare con più attenzione ciò che è già vicino, — e il paesaggio consueto si apre come un mondo che prima quasi non si notava.




