Sotto i campi coltivati dell'Italia centrale, a 100 chilometri a sud di Roma, si nasconde un'intera città romana. Aquinum, un tempo prospero centro sulla Via Latina, si estendeva su 100 ettari, ma in 18 anni gli archeologi ne hanno scavato solo un quinto. Le nuove scoperte del 2026 — una ramificata rete fognaria, tunnel, un altare e un tesoro di 120 monete — mostrano non le facciate di rappresentanza, ma il modo in cui la città viveva dall'interno: come smaltiva l'acqua, gestiva i rifiuti e intrecciava i rituali nella vita quotidiana.
L'Università del Salento, insieme al team di Roma Sotterranea, esplora l'infrastruttura sotterranea. Sotto le Terme Centrali sono stati documentati più di 240 metri di canali e pozzi. Il collettore principale, scoperto nel 2026 all'incrocio tra il Cardo Maximus e il Decumanus Maximus, raggiunge 1,4 metro di larghezza e più di due metri di altezza. Queste strutture non si limitavano a smaltire l'acqua piovana e le impurità: mantenevano l'ordine in una città dove migliaia di abitanti dipendevano da un'idraulica affidabile.
Accanto alle scoperte ingegneristiche vi sono tracce di vita religiosa. Un cippo di pietra con l'immagine di un toro, di un montone e di un maiale, che simboleggia il suovetaurilia — un solenne sacrificio per purificare e consacrare lo spazio — fu riutilizzato come pavimentazione in un importante incrocio. Un altare di marmo, dedicato al Genio di Augusto, ai Lari di Augusto e al Genio della colonia, fu finanziato dal ricco liberto Manius Popidius Anteros, che ricopriva la carica di seviro augustale. Un'altra iscrizione del teatro recita «fulmine sepolto» — un rituale che segnava il luogo colpito dal fuoco celeste.
Questi dettagli delineano un quadro in cui l'ingegneria pratica e le pratiche spirituali non sono separate. La rete fognaria garantiva salute e pulizia, mentre gli altari e i sacrifici rafforzavano i legami sociali e la lealtà all'impero. Il liberto che finanzia un culto pubblico mostra come gli ex schiavi potessero inserirsi nella vita civile attraverso le cariche religiose. Il tesoro di monete, trovato nel collettore, forse rifletteva tanto le preoccupazioni economiche quanto perdite accidentali o offerte intenzionali.
Aquinum era celebre per la produzione della porpora, citata da Cicerone, ed è tradizionalmente legata al satirico Giovenale. La città sorgeva su un'importante via commerciale tra Roma e Capua. Oggi sopra di essa si stendono i campi arati, e gran parte delle strade, degli edifici e dei sistemi sotterranei resta intatta. Sistemi robotizzati e il georadar permettono di esplorare le zone inaccessibili senza scavi su larga scala, preservando il monumento per le generazioni future.
Scoperte come queste ricordano che la grandezza di Roma si fondava non solo sui fori e sugli anfiteatri, ma anche su sistemi nascosti che rendevano possibile la vita. Comprendere come gli antichi affrontavano l'acqua, i rifiuti e i rituali aiuta a vedere nel passato uno specchio delle nostre stesse preoccupazioni per le infrastrutture e per il senso delle azioni quotidiane.

