Alla fine di ottobre Ottawa ha pubblicato un progetto di regole per gli emittenti di stablecoin ancorate al dollaro canadese. Il documento nella Canada Gazette apre un periodo di consultazione di 60 giorni e punta all'entrata in vigore nell'autunno dell'anno 2027. Le principali novità sono l'obbligo di riserva al cento per cento, il rimborso entro tre giorni lavorativi con una commissione non superiore all'uno per cento e il divieto assoluto di corrispondere un rendimento per la semplice detenzione del token.
Dietro le formule asciutte c'è il tentativo di proteggere i comuni detentori dai rischi che si sono già manifestati nel settore delle criptovalute. Le riserve devono essere depositate presso custodi canadesi su conti separati, inaccessibili ai creditori dell'emittente in caso di fallimento. L'utente potrà convertire qualsiasi volume di stablecoin in valuta fiat senza un importo minimo, mentre la commissione massima dell'uno per cento è pensata per prevenire trattenute eccessivi in caso di deflusso di massa.
Particolarmente severo è l'approccio del regolatore al rendimento. Agli emittenti è vietato pagare interessi o condividere i ricavi per la mera detenzione della moneta, anche tramite terze parti. Restano invece consentiti i premi per le transazioni reali. Questo confine mostra che le autorità vogliono vedere nelle stablecoin uno strumento di pagamento, non un'alternativa ai depositi che già fruttano interessi.
Per i canadesi questo significa condizioni più prevedibili nei trasferimenti e nella detenzione dei dollari digitali. Invece delle promesse di rendimenti elevati, ricevono la garanzia di un rapido rimborso a un prezzo fisso. Tuttavia, per gli emittenti e le piattaforme il limite dell'uno per cento sulla commissione e il divieto di rendimento passivo possono ridurre l'attrattiva del prodotto rispetto agli analoghi statunitensi o europei.
In definitiva, il Canada sceglie la via di un'integrazione prudente delle stablecoin nel sistema finanziario tradizionale. Le regole proteggono l'utente dalle perdite in caso di crollo dell'emittente, ma al tempo stesso tolgono l'incentivo a tenere semplicemente il token «sotto il materasso». Nel lungo periodo questo può rendere le valute digitali più affidabili, ma meno interessanti per chi cerca un guadagno aggiuntivo sui propri risparmi.

