Un peptide di nove aminoacidi: l'IA contro le «cellule zombie» — un passo verso la clinica o l'ennesima promessa

Modificato da: Svitlana Velhush

Le cellule che hanno smesso di dividersi ma non scompaiono si accumulano nei tessuti con l'età e rilasciano sostanze che provocano infiammazione. Sono proprio queste a essere chiamate «cellule zombie», ed è proprio su di esse che punta un nuovo candidato: un peptide sintetico di nove aminoacidi, creato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

L'azienda americana Immorta Bio ha annunciato il 12 ottobre 2026 di aver completato gli studi preclinici programmati del farmaco SenoMune-0257. Secondo gli sviluppatori, il peptide stimola i linfociti T citotossici del sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule senescenti senza intaccare quelle sane. I primi test sull'uomo sono previsti entro la fine del 2026.

Le cellule senescenti insorgono in risposta a danni al DNA o a stress. Normalmente dovrebbero essere eliminate dal sistema immunitario, ma con l'età questo meccanismo si indebolisce. Il loro accumulo è associato a infiammazione cronica, fibrosi, malattie cardiovascolari e neurodegenerazione. Gli studi sugli animali mostrano che l'eliminazione di tali cellule migliora le funzioni fisiche, ma trasferire questi risultati all'uomo resta un compito complesso.

Immorta Bio adotta un approccio immunologico: invece di distruggere direttamente le cellule, il farmaco aiuta l'organismo a riconoscerle da solo. L'azienda afferma che l'IA ha contribuito a selezionare i candidati tra decine di varianti, e che i test di laboratorio hanno confermato la selettività dell'azione. Il peptide viene inoltre sviluppato puntando alla formazione di una memoria immunologica, ossia la capacità del sistema immunitario di ricordare il bersaglio a lungo termine.

I senolitici esistenti — sostanze che uccidono direttamente le cellule senescenti — soffrono spesso di effetti collaterali e tossicità. Le terapie cellulari personalizzate sono costose e complesse da produrre. Secondo l'azienda, un peptide sintetico potrebbe diventare un'alternativa più scalabile ed economica. Tuttavia, questi vantaggi restano per ora teorici: non esistono dati clinici sulla sicurezza e sull'efficacia nell'uomo.

Il farmaco si basa sul precedente programma SenoVax della stessa azienda, in cui gli approcci immunologici avevano dimostrato di sopprimere i tumori e di aumentare la sopravvivenza in modelli di cancro e di invecchiamento accelerato. Ciononostante, il passaggio dai risultati di laboratorio al paziente reale richiede verifiche: come si comporterà il peptide nell'organismo, se provocherà reazioni immunitarie indesiderate e se l'effetto si manterrà nel tempo.

L'invecchiamento non è un unico bersaglio, ma un intreccio di molteplici processi: danno al DNA, disfunzione mitocondriale, riduzione della riparazione dei tessuti. Persino un'eliminazione riuscita delle «cellule zombie» può alleviare singole malattie, ma non necessariamente rallentare l'intero processo di invecchiamento. Il valore di SenoMune-0257 sarà determinato non dai comunicati stampa, ma dai risultati delle prime fasi degli studi clinici.

Quando arriveranno i dati sulla sicurezza e sull'efficacia, sarà chiaro quanto il peptide immunologico possa cambiare l'approccio alle malattie associate all'età — o se resterà l'ennesimo candidato nella lunga lista di sviluppi promettenti ma finora non verificati.

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Fonti

  • Anti ageing breakthrough? AI designed 9 amino acid peptide could help eliminate ‘zombie cells’

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