La decisione di World Athletics di tenere i campionati mondiali del 2029 a Nairobi non è stata una semplice scelta di una città, ma il simbolo di uno spostamento dell'equilibrio globale nell'atletica leggera. Per la prima volta nei 46 anni di esistenza del torneo, l'Africa lo ospiterà sulla propria terra, e il Kenya, paese dalla ricchissima tradizione podistica, assume il ruolo di padrone di casa.
Nairobi ha superato Londra, Roma e Monaco nella corsa per il diritto di ospitare l'evento. Lo stadio Kasarani, che può contenere 48 mila spettatori, sarà sottoposto a ristrutturazione prima della Coppa d'Africa delle Nazioni del 2027 e ha già maturato esperienza nell'organizzazione di campionati mondiali giovanili. Il presidente di World Athletics Sebastian Coe ha definito la candidatura keniota «convincente ed emozionante», sottolineando che lo sport è «intrecciato nel tessuto del paese».
Dietro questa decisione non c'è soltanto la storia sportiva del Kenya — 72 medaglie d'oro ai campionati mondiali e 38 olimpiche, soprattutto nel mezzofondo e nel fondo. C'è anche il calcolo strategico della federazione: tre campionati mondiali consecutivi si svolgeranno fuori dall'Europa — a Pechino nel 2027, a Nairobi nel 2029 e a Monaco nel 2031. L'Africa ha così la possibilità non solo di ospitare, ma anche di influenzare lo sviluppo di questa disciplina.
Tuttavia, dietro la vittoria storica si nascondono anche delle sfide. Il Kenya affronta seri problemi di doping: più di 130 atleti stanno attualmente scontando squalifiche, e dal 2017 oltre 300 persone hanno ricevuto sanzioni. Coe ha assicurato che la decisione si basa su una «analisi seria», ma la questione della fiducia nell'organizzazione resta aperta.
Per il Kenya è l'occasione di trasformare i successi di singoli corridori in una crescita sistemica delle infrastrutture e della popolarità dell'atletica leggera nel continente. Come a suo tempo le Olimpiadi di Barcellona cambiarono la Spagna, così questo campionato può diventare un catalizzatore per tutta l'atletica africana.
Il futuro dirà se Nairobi saprà dimostrarsi all'altezza della fiducia ricevuta e lasciare un'eredità che vada oltre le medaglie. Per ora una cosa è chiara: l'atletica leggera torna finalmente in un continente che da decenni la nutre di talenti.
