George Russell ha tagliato il traguardo del Gran Premio dell'Azerbaigian 0,196 secondi prima di Max Verstappen — e con questo minuscolo vantaggio ha ricordato quanto sia sottile il confine tra trionfo e sconfitta nella Formula 1 moderna.
Il britannico è partito dalla pole, ha condotto dalla partenza all'arrivo, ma due periodi di safety car e problemi di energia nel finale hanno trasformato una passeggiata sicura in una disperata difesa. Verstappen, partito ottavo, ha recuperato posizioni e negli ultimi giri respirava letteralmente sul collo della Mercedes. Russell ha ammesso dopo il traguardo: «Pensavo che ci avrebbe superato».
La vittoria è stata per Russell la terza della stagione e la prima da giugno. Ha ridotto il distacco dal leader del campionato — il suo compagno Kimi Antonelli — da 81 a 66 punti. Antonelli, partito 16 dopo l'incidente in qualifica, è arrivato quinto e ha minimizzato le perdite.
Dietro i numeri asciutti c'è una storia più profonda: il recupero psicologico del britannico 28enne dopo un periodo difficile e l'adattamento ai nuovi regolamenti dell'anno 2026. Russell ha osservato che la squadra ha continuato a credere in lui quando i risultati non arrivavano. Ora parla di un piano per «vincere ogni gara».
La Red Bull è tornata sul podio con un doppio risultato: Verstappen secondo, Isak Hadjar — rientrato dopo l'infortunio al polso — terzo. È il primo successo del genere per la squadra dall'anno 2024. La McLaren invece è crollata: entrambi i piloti si sono ritirati.
A Baku si è confermata ancora una volta una vecchia verità dell'automobilismo: anche con il dominio alla partenza, sono gli ultimi metri e la freddezza a decidere tutto. Russell ha dimostrato di saper reggere il colpo — e questo cambia gli equilibri di forza nelle restanti otto tappe della stagione.

