Fisici tedeschi dell'Università di Lipsia hanno scoperto che la comune grafite, dopo un semplice trattamento con acqua, può manifestare segni di superconduttività a temperature superiori a 100 °C. Questa scoperta, descritta in un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista Advanced Materials, richiede ancora la conferma da parte di altri gruppi, ma già costringe a rivedere le concezioni abituali sui materiali.
Il team del professor Pablo Esquenazi ha lavorato con fiocchi di grafite — lo stesso materiale usato nelle mine delle matite. Gli scienziati hanno posto 100 milligrammi di polvere in 20 millilitri di acqua distillata, hanno mescolato la miscela per 23 ore, poi l'hanno filtrata e asciugata a 100 °C. Dopo questo trattamento il materiale mostrava proprietà magnetiche insolite, che ricordano il comportamento dei superconduttori ad alta temperatura scoperti già negli anni 1980.
La superconduttività significa che la corrente elettrica scorre senza resistenza e senza perdite di energia. Nei fili comuni una parte considerevole dell'elettricità si trasforma in calore, perciò le reti richiedono complessi sistemi di raffreddamento e costi enormi. Se si riuscisse a creare un materiale funzionante a temperatura ambiente o persino superiore, la trasmissione di energia diventerebbe molto più efficiente, e le apparecchiature più semplici ed economiche.
I ricercatori hanno osservato che la magnetizzazione dei campioni si conservava dopo lo spegnimento del campo esterno, e i grafici della dipendenza dalla temperatura e dal campo somigliavano alle classiche curve dei superconduttori. Riscaldando fino a 130 °C l'effetto non scompariva, e l'estrapolazione dei dati ha permesso di ipotizzare la conservazione della proprietà persino a 700 °C. Tuttavia non è ancora stato possibile ottenere una prova diretta della resistenza nulla: comprimendo il materiale in pastiglie, i segni di superconduttività scomparivano.
Gli autori stessi sottolineano il carattere preliminare delle conclusioni e invitano la comunità scientifica a verificarle. Se i risultati saranno confermati, ciò potrebbe aprire la strada a nuovi tipi di conduttori a base di carbonio disponibile, senza complessi elementi delle terre rare né pressioni estreme.
La scoperta ricorda quanto poco sappiamo ancora dei materiali quotidiani e come semplici manipolazioni a volte portino a inattesi effetti quantistici.

