L'incendio che distrusse un magazzino di derrate alimentari in un insediamento della prima età del bronzo si è trasformato inaspettatamente in un custode di prove. Nella provincia turca di Kütahya, sul tumulo di Seyitömer, gli archeologi hanno scoperto otto pani carbonizzati rimasti sottoterra per circa cinquemila anni. Il ritrovamento è avvenuto nel 2025 in un locale accanto al forno, dove un tempo si conservavano sacchi di grano e lenticchie.
La responsabile degli scavi, direttrice del museo di Kütahya Sevgi Gürdal, spiega: il pane e il grano si trovavano su una mensola. Quando scoppiò l'incendio, la mensola crollò e il contenuto si sparse. L'alta temperatura carbonizzò l'impasto, trasformandolo in carbone che non si decompone. Proprio questo processo ha permesso di conservare la forma e la struttura dei manufatti fino ai nostri giorni.
I pani sono datati all'inizio della prima età del bronzo, all'incirca al 3000 a.C. Accanto a essi sono stati trovati resti di grano e lenticchie, il che indica una dieta mista e metodi di conservazione semplici. Tali dettagli raramente si conservano: di solito dell'antico cibo restano solo briciole o impronte. Qui invece ci troviamo davanti a pani interi, che testimoniano le abitudini quotidiane degli abitanti dell'Anatolia.
Il ritrovamento completa il quadro già noto grazie ad altri siti della regione. A Çatalhöyük, per esempio, è stato scoperto un esemplare di 8600 anni, mentre a Küllüoba un pane rituale dello stesso periodo. A Seyitömer, invece, non si tratta di una cerimonia ma di un'economia domestica: gli alimenti venivano preparati per il consumo o per la vendita. Questa differenza mostra quanto fosse variegato il ruolo del pane nella vita delle antiche comunità, dal rito al nutrimento quotidiano.
Oggi gli otto pani e i chicchi associati sono esposti nel Museo Archeologico e Minerario di Kütahya. I visitatori sono particolarmente interessati al meccanismo di conservazione: come una catastrofe che cancellò l'insediamento dalla faccia della terra ne abbia al tempo stesso protetto le tracce. Secondo Gürdal, i reperti del tumulo costituiscono una parte significativa della collezione e aiutano a ricostruire la quotidianità, i legami sociali e le tradizioni alimentari di quel tempo.
Gli scavi a Seyitömer sono in corso dal 1989 come lavori di salvataggio prima dell'estrazione della lignite. Nel corso dei decenni sono stati estratti più di 17 mila oggetti. Il nuovo ritrovamento si inserisce nel crescente corpus di dati sulla panificazione nell'Anatolia dell'età del bronzo e ricorda che anche le cose più comuni possono sopravvivere ai secoli, se le circostanze si combinano in un certo modo.
Tali scoperte permettono di vedere che i bisogni fondamentali dell'uomo — il cibo e la sua conservazione — sono rimasti stabili nel corso dei millenni.

