Immaginate un cubo trasparente. Al suo interno c'è un normale incrocio urbano. Le persone attraversano la strada, le auto passano, qualcuno con un cappotto rosso cammina sulle strisce pedonali. Ma se si ruota questo cubo, l'immagine cambia. Le figure si allungano in scie lunghe e bizzarramente curve. La persona non cammina più: diventa un nastro continuo, che inizia a un'estremità del cubo e finisce all'altra. Tutta la sua traiettoria, nell'arco di qualche secondo, esiste simultaneamente.
Proprio video come questi, negli ultimi giorni, si sono diffusi rapidamente in rete. Uno dei più notevoli è il lavoro di Bradley Tangonan. Nel volume trasparente si vede come i passanti si trasformano in fili sottili e sinuosi. Un altro video mostra pesci d'acquario: i loro movimenti si compongono in spirali dorate che si estendono attraverso tutto lo spazio del cubo. Qui il tempo smette di essere una freccia. Diventa una direzione, reale quanto la lunghezza, la larghezza e l'altezza.
La fisica descrive il mondo esattamente così da molto tempo. Nella teoria della relatività ristretta di Einstein, spazio e tempo formano un unico continuum quadridimensionale: lo spazio-tempo. Gli eventi non «accadono» e non svaniscono. Si trovano semplicemente in punti diversi di questo continuum. La vita di ciascuno di noi è una linea d'universo: una curva continua che inizia al momento della nascita e termina al momento della morte. Dal punto di vista delle quattro dimensioni, voi siete già interamente «disegnati», dal primo vagito all'ultimo respiro.
Questa idea è nota come universo a blocco, o eternalismo. Passato, presente e futuro esistono allo stesso modo. Ciò che chiamiamo «adesso» è soltanto una sezione che la nostra coscienza coglie dall'insieme. Einstein una volta osservò che la differenza tra passato, presente e futuro non è altro che un'illusione ostinatamente persistente. Visualizzazioni come quelle che ora circolano in rete rendono questo pensiero quasi tangibile.
È interessante notare che tecniche simili non sono affatto nate ieri. Già nel 2012 i ricercatori Cuong Nguyen, Yuzhen Niu e Feng Liu presentarono «Video Summagator», un'interfaccia che trasformava il video in un cubo volumetrico, dove il tempo diventa il terzo asse. Ancor prima esistevano i metodi slit-scan e gli esperimenti con il «cinema volumetrico». I video moderni hanno semplicemente reso queste idee più vivide e accessibili, utilizzando normali registrazioni video e moderni strumenti di visualizzazione.
Quando si guarda un'immagine del genere, si prova una strana sensazione di riconoscimento. Come se il cervello, per un istante, uscisse dal flusso abituale. Siamo abituati a vivere la vita fotogramma dopo fotogramma. Qui, invece, l'intero nastro si dispiega tutto insieme. Ogni passo, ogni oscillazione, ogni girare della testa sono già «registrati» nella struttura del cubo. E allo stesso tempo il cubo si può ruotare, osservare da angolazioni diverse, «tagliare» e guardare al suo interno.
Certo, questa è solo una proiezione. Il vero spazio-tempo quadridimensionale non si può vedere direttamente: il nostro cervello e i nostri occhi sono fatti per le tre dimensioni. Ma anche una simile ombra permette di percepirne la portata. Se tutto già «esiste», che cosa significa allora il movimento? Perché percepiamo lo scorrere del tempo? Queste domande restano aperte. La fisica fornisce una descrizione matematica, mentre la coscienza continua ostinatamente a vivere la vita come una storia che si sta ancora scrivendo.
I video continuano a diffondersi, suscitando le reazioni più diverse, dall'ammirazione a un leggero capogiro. Qualcuno vi vede una conferma della teoria della relatività, qualcun altro un accenno a qualcosa di più grande. In un modo o nell'altro, fanno una cosa importante: ci costringono a fermarci e a guardare il mondo consueto in modo diverso. Per un istante, il flusso abituale del tempo si trasforma in un volume immobile ma infinitamente complesso, in cui noi tutti siamo già interamente presenti.
